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1 novembre 2015

Frollini speziati al formaggio

Tutti i Santi. Si sente aria di festa, in lontananza ma in rapido avvicinamento. 

Che dite, iniziamo a prepararci?

Ottimi come aperitivo, nei buffet o nelle feste in famiglia ma anche un'idea carina da regalare, questi piccoli biscotti salati sono entrati da tempo a far parte delle mie "ricette delle feste".



La ricetta la scovai qui, per poi scoprire che è molto diffusa nel web, sia pur con qualche variante.

Se per caso non li avete ancora scoperti anche voi, ve li consiglio. Sono molto semplici da preparare, non richiedono riposo in frigo, sono buonissimi e fanno sempre la loro figura! ;)

Ingredienti:
Burro salato 80 g
Farina 00 125 g
Parmigiano Reggiano, Grana Padano o altro formaggio stagionato grattugiato 100 g
Pepe 1 pizzico
Sale 1 pizzico
Zafferano in polvere 1 pizzico

Per decorare:
Uova 1 intero
Semi di sesamo, semi di papavero, cumino, pinoli o quello che la vostra fantasia suggerisce.

Preparazione:
Mescolare insieme la farina, lo zafferano, il burro a temperatura ambiente, sale e pepe.
Impastare con le dita a lungo. L'impasto sembrera' non voler stare insieme all'inizio ma insistendo con un poco di pazienza si riuscira' ad ottenere un impasto liscio e omogeneo.

Solo a questo punto aggiungere il formaggio grattugiato e impastare nuovamente con le mani fino ad ottenere un panetto compatto.

Stendere l’impasto su un piano leggermente infarinato a circa 0,5 cm di spessore (se sono "ciccioni" sono più carini!) e ritagliare i frollini delle forme desiderate.



Disporre i frollini su una teglia foderata con della carta da forno a mano a mano che si formano. Spennellarli con l'uovo sbattuto e spolverarli con le spezie preferite. Infornare in forno caldo a 180º per 10-15 minuti (dipende dal forno, dallo spessore e dalla dimensione che avete dato ai frollini). La prima volta controllate a vista la cottura: saranno pronti quando saranno leggermente dorati. Non stracuoceteli, perdono parecchio secondo me.
Estrarli dal forno e non toccarli fino a quando raffreddano perché fino a quel momento sono piuttosto fragili. Dopodiché potete tranquillamente maneggiarli per conservarli.



NOTE
- durano diversi giorni ben chiusi in un contenitore ermetico e questo li rende adatti anche a piccoli regali golosi.
- il formaggio utilizzato è molto importante per la buona riuscita dei frollini in quanto si sentira' molto. Sceglietelo di qualità.
- il burro salato si trova facilmente nei grandi supermercati.
- Ho provato ad impastare con la planetaria seguendo l'ordine di inserimento degli ingredienti indicato. Stesso risultato! ;)




30 ottobre 2015

Torta di Nonna Papera alias Apple pie


Esistono le affinità elettive. Nascono apparentemente per caso. A volte a km di distanza. Si presentano sul tuo cammino quando più ne hai bisogno, angeli in terra mandati da lassu' da chi ti vuole bene. Esseri speciali che ti fanno sentire speciale se non altro perché ti donano la loro amicizia e che apprezzano di te il tuo presente, quello che sei diventata, anche se non conoscono il tuo passato.

Ci sono poi le persone che ti hanno vista crescere. Hanno asciugato le tue lacrime e condiviso le risate. Conoscono tutto di te e ti vogliono bene comunque, con tutti i tuoi difetti, per quello che sei.

Alle amiche che ho trovato ancor giovane sulla mia strada e che mi sono state sempre accanto, alle belle persone che ho ritrovato dopo anni e ai cuori grandi che ho incontrato da poco.
A voi, con cui oggi condivido gioie, dolori, e anche successi e insuccessi quotidiani (comprese le avventure tra i fornelli!!) dedico questa torta speciale.


Un involucro buonissimo che sembra una sfoglia, un cuore di mela goloso. 
La torta che Nonna Papera offre ai suoi nipotini.
Un dolce che sa di famiglia,  affetti, calore, domeniche d'inverno intorno al focolare, di serate tra amici.
Questa è per voi amiche mie.

La ricetta arriva da Sigrid del Cavoletto di Bruxelles, uno dei blog più seguiti e affidabili del web.
La ringrazio perché veramente questa è una ricetta che non abbandonero' più e la "pasta frolla tutto burro" (una brisèe in pratica) è qualcosa di indescrivibilmente buono!!
La utilizzerò sicuramente per altre ricette e vi consiglio di appuntarvela...

Ma ecco come ho fatto.


PER LA PASTA BRISÈE 

farina 00 240g
burro freddo 150g
sale mezzo cucchiaino
acqua freddissima 5-6 cucchiai

In una ciotola ho mescolato farina e sale e inserito il burro tagliato a cubetti di circa un centimetro di lato. Poi aiutandomi con due coltelli ho tagliuzzato il burro intriso di farina fino a ridurlo in piccole palline di circa mezzo centimetro. Potete fare lo stesso lavoro con le dita, proprio come per la frolla, state attenti però a non scaldare troppo il burro se no si perde l'effetto "sfogliato" che è il bello di quest'impasto.
Ho quindi aggiunto un cucchiaio di acqua gelida alla volta, mescolando con un cucchiaio fino a quando il composto non si è compattato e fin quando, prendendolo tra le mani, non sono riuscita a farne una palla (a me ci sono voluti 6 cucchiai ma procedete poco alla volta perché dipende dal grado di assorbimento della farina, dall'umidità ecc).
Se vedete ancora i pezzetti di burro inglobati nell'impasto significa che avete fatto tutto per bene!

Ho diviso in due l'impasto così ottenuto, avvolto nella pellicola trasparente e messo a riposo in frigorifero per circa un'ora.


PER IL RIPIENO

mele 1,5 kg (Sigrid diceva 2 ma per me erano un pò troppe)
burro 50g
zucchero 50g + 2 cucchiai
Amido di mais 1 cucchiaio colmo (o farina 3 cucchiai)
succo di limone 1 cucchiaio
sale 1 cucchiaino
cannella macinata 1 cucchiaino
noce moscata 1/4 di cucchiaino

Ho lavato e sbucciato le mele tagliandole poi a cubetti di circa 1,5 cm (ma potete tagliarle anche a fette se preferite).
Le ho fatte saltare pochi minuti in padella dove avevo fatto sciogliere i 50 g di burro.
A fuoco spento ho aggiunto lo zucchero, la maizena, il succo di limone, la cannella, la noce moscata e il sale distribuendo il tutto in superficie senza mescolare. Lasciato intiepidire.
Ho acceso il forno a 220 gradi.
Nel frattempo ho steso i due dischi di pasta e ho foderato con uno dei due il fondo imburrato e infarinato di una teglia da 22 cm.


A questo punto ho mescolato le mele con tutti gli ingredienti che avevo aggiunto prima e ho versato il ripieno nella teglia sul guscio di pasta steso.
Ho ricoperto con l'altro disco. Ho chiuso i bordi tutto intorno prendendo tra le dita entrambi i dischi e creando una specie di cornice.
Ho fatto alcuni tagli sopra in modo da far uscire il vapore in cottura e ho realizzato una decorazione con la pasta avanzata.
Ho spennellato con poca acqua e spolverato con i due cucchiai di zucchero.
Infornato per 10 minuti.
Abbassato la temperatura a 185 gradi e cotto ancora per circa 30/35 minuti.
La torta deve presentare un aspetto dorato e dalle fessure praticate sulla superficie si devono vedere i succhi di cottura della frutta che ribollono.

Lasciar raffreddare completamente.
Si serve nella teglia di cottura in quanto il ripieno impedirebbe di sformarla senza romperla.
Tiepida con una pallina di gelato alla vaniglia o di panna è perfetta, ma è buona anche a temperatura ambiente e anche "nature"!
Volendo potete passarla velocemente in forno o in microonde per riscaldarla appena e servire sempre come appena uscita dal forno!


Sentite il profumo?

Si conserva in credenza due/tre giorni sotto una campana di vetro o comunque ben chiusa con pellicola.

NOTA: Non fatevi spaventare dalla lunghezza della ricetta. È più lunga a dirsi che a farsi! La parte più lunga è tagliare le mele a pezzetti... Fate voi!! 😉



23 ottobre 2015

Pancakes con farina d'avena e miele



Di pancakes  vi ho già raccontato.
Abbiamo parlato di come prepararli senza uova e senza grassi.
Ora proviamo a cambiare il tipo di farina e a sostituire lo zucchero raffinato con il miele.

In tempi di intolleranze alimentari sempre più diffuse è doveroso oltreché utile trovare soluzioni alternative che non tolgano gusto e attrattiva alle ricette tradizionali.

E per quanto l'avena non sia inclusa nell'elenco degli alimenti gluten-free, indubbiamente possiede qualità e proprietà che la fanno preferire, da diverse persone e per diversi utilizzi, al suo parente frumento.
Sostituire lo zucchero semolato con il miele è stata una intuizione dell'ultimo minuto. E francamente ne sono stata soddisfatta.
Ma veniamo subito alla ricetta.



Ingredienti per 2 persone:
Farina d'avena 100 g
Uova 2 intere
Miele 2 cucchiai (circa 30 g)
Vaniglia un pizzico in polvere o i semi di 1/2 bacca Latte 200 g circa
Olio e.v.o. per spennellare la padella.

Come finitura:
Miele, sciroppo d'acero, marmellata, ecc.

Essenziale per la buona riuscita di ogni pancakes è l'utilizzo di una buona padella, col fondo spesso e antiaderente.

Versare in una ciotola farina d'avena setacciata e vaniglia. Sbattere le uova con il miele a parte e versare poi sulla farina mescolando bene con una frusta a mano fino ad ottenere un composto senza grumi.
Aggiungere quindi il latte poco a poco fermandosi quando è stata raggiunta la consistenza di uno yogurt (non troppo denso).

A questo punto procedere come per ogni pancakes. Scaldare la padella unta appena con un goccio di olio.
Quando è ben calda prendere un mestolino di pastella e versare al centro del tegame.
Lasciare cuocere senza toccare qualche minuto fino a che non iniziano a formarsi i crateri tipici in superficie.
Quindi girare il pancakes e lasciare un altro paio di minuti.
Impilare a mano a mano in un piatto.
Una volta terminata la cottura di tutti i pancakes servite cosparsi di miele (o sciroppo d'acero, marmellata, crema di nocciole, quello che vi ispira di più) e la frutta che preferite!


NOTE:
- La quantità di latte può variare a seconda della dimensione delle uova utilizzate. Mi raccomando aggiungetene poco alla volta, potrebbe servirne meno o anche qualche cucchiaio in più. La consistenza finale non dev'essere né troppo liquida né troppo densa.
- L'interno come vedete dalla foto sopra non sarà molto 'aerato'. Ma è normale visto che non è prevista l'aggiunta di lievito.
- Per le foto passo passo della cottura o se preferite provare i pancakes senza uova andate a sbirciare qui.

Buoni pancakes a tutti!!
Elena.

21 ottobre 2015

Bocconcini di verdure... stregati!


Come titolo avrei potuto scrivere "bocconcini di zucchine dell'Araba".
La ricetta da cui ho tratto questa torta salata infatti e' di Stefania, alias Araba felice in cucina ed è a base di zucchine, i famosi "Zucchini bites".

Con le zucchine, sappiatelo, viene fuori una meraviglia.
Peccato però che oggi qui di zucchine nemmeno l'ombra.

Ma vi spiego prima perché "stregati".
Le innumerevoli volte che l'ho riproposta (con l'ingrediente base, le zucchine appunto) è sempre stato un successo.
E pure ho provato, ah se ho provato, a sciogliere l'incantesimo.
Ho cambiato dimensioni della teglia, ridimensionato gli ingredienti, utilizzato più carote che zucchine, tritato al mixer invece che grattuggiato, usato erba cipollina invece della cipolla.
Niente.
Non c'è stato verso: sempre buona.
Sarà magica pure questa?  E non mi stupirebbe vista la quantità di ricette prodigiose all'attivo di Stefania.

Stavolta la frego.
Non metto le zucchine.
Tie'.
L'ingrediente principale? La carota.
Poi ci vorrebbe una verdura più "amara" per compensare la dolcezza delle carote. Mezza verza mi fa l'occhiolino dal ripiano delle verdure. Aggiudicato.
Se riesce anche così allora e' stregata davvero.

Che profumino delizioso esce dal forno.
Sforno.
Taglio i bocconcini.
Assaggio.
Abracadabra.
La magia è riuscita di nuovo!


Visto che di Araba felice ce n'è una sola, io vi lascio la mia ultima versione senza zucchine.
La base è la stessa.
Cambiano le verdure e le dimensioni della teglia.
Di conseguenza le dosi - ma in proporzione.
La "formula" base: uova+olio+farina+lievito+formaggio - non si cambia! Se non appunto in relazione alla teglia che non ho trovato delle dimensioni indicate.

Versione di Stefania o mia che sia, ve la consiglio vivamente. In ogni caso otterrete una torta di verdure morbida morbida e saporita, da personalizzare col formaggio che più vi piace e da servire in simpatici bocconcini come aperitivo, antipasto, contorno,  da portare in ufficio o mettere in mostra ad un buffet.


INGREDIENTI
(dosi adattate da me per una teglia quadrata 20x20 cm)

3 uova intere grandi
90 g di farina 00
90 g di olio di semi
mezzo cucchiaino di lievito per torte salate
90 g di formaggio grattugiato (parmigiano o quello che preferite - io questa volta 60 g di Grana Padano e 30 g di pecorino)
poca cipolla (io spesso uno scalogno piccolino - qui erba cipollina q.b.)
3 carote piuttosto grosse (o due zucchine grandi)
mezza verza piccolina (o una carotina)
sale, pepe

Tritate in un mixer le verdure. Stefania dice di grattuggiare, se usate zucchine e carote in effetti è più carino il risultato finale ma anche così il gusto non ne risente. Garantito.
Se mettete la cipolla tritate finemente anch'essa.
Setacciate farina e lievito.
In una ciotola mettete le uova, l'olio, unite la farina e il lievito mescolando con una frusta a mano e amalgamando bene tutti gli ingredienti.
A questo punto aggiungete al composto le verdure tritate (eventualmente l'erba cipollina) e  il formaggio che avrete scelto. Mescolate e assaggiate. Aggiustate di sale e pepe.
Versate nella teglia coperta con carta forno e cuocete in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 40-45 minuti, finché non sarà ben colorito in superficie (vale la prova stecchino: se rimane leggermente umido, ma pulito, è il momento di spegnere il forno)
Fate raffreddare nella teglia. Quindi tagliate a bocconcini quadrati (a me ne vengono 16).


NOTE:
- la torta si conserva in frigo ben coperta da alluminio, meglio se ancora intera.
- Il giorno dopo sarà ancora più buona. Ricordatevi di tirarla fuori dal frigo quanto basta per servire i bocconcini a temperatura ambiente.

Hallowen si avvicina chi vuole provare questa magia?

A presto Elena.









18 ottobre 2015

Clafoutis pere e cioccolato



Forse stavolta ce la faccio.
E non sto parlando del fare un dolce visto che, ormai lo sapete, ne preparo pure troppi.
No, parlavo del partecipare di nuovo finalmente a Re-cake!

Le ragazze del gruppo nel frattempo, dalla mia ultima partecipazione, ne hanno preparate di ogni.
Io le ho seguite,  applaudite,  "piacciate". Ma c'era sempre qualcosa che mi bloccava nel fare.

Ora qui siamo alle prese con un dolce semplice semplice. Veloce da preparare e per di più che io conosco già. Il Clafoutis.  O Flognarde come direbbero i francesi (che ne detengono il marchio d'origine) in quanto il vero Clafoutis è quello con le ciliege.

Re-cake 2.0 #8

La mia "ciliegina sulla torta" invece è arrivata ieri, quando dopo essere andata al super con l'elenco, tra le altre cose, degli ingredienti per questa torta il mio compagno, ignaro di tutto, mi dice: perché non prepari un dolce con le pere e il cioccolato?
Amen. Così sia.
Se non partecipo questa volta non partecipo più.

E così eccomi qui alle 7 del mattino di domenica. Quando tutto in casa tace, il sonno mi ha abbandonato, fuori è ancora buio e io... accendo il forno.


Ma ecco la ricetta esattamente come riportata nel blog del gruppo. Le uniche note che mi sento di fare riguardano la dimensione della teglia. Per il resto ho seguito alla lettera le indicazioni del team Re-cake e modificato solo la decorazione inserendo due pere (una intera e una tagliata a metà) che "affondano" nel clafoutis oltre ad altre due tagliate a fettine come da ricetta.


INGREDIENTI
(per una torta diametro 20-22 cm) *vedi nota in fondo
400 g di pere (io williams rosse)
50 g di cioccolato fondente in gocce
200 ml di latte fresco
200 ml di panna fresca
2 uova
2 albumi
150 g di farina 0
125 g di zucchero semolato
1 baccello di vaniglia
burro q.b.
sale q.b.
zucchero a velo q.b.

PROCEDIMENTO
Per prima cosa tagliate le pere a fettine e mescolatele con 25 gr di zucchero. Disponetele in una tortiera precedentemente imburrata.
In una terrina setacciate la farina, unite il restante zucchero, i semi della bacca di vaniglia e il sale.
A parte, invece, sbattete le uova con gli albumi, uniteli quindi agli ingredienti secchi e mescolate con cura. Aggiungete il latte, la panna e versate il composto sulle pere.
Cospargete con le gocce di cioccolato e infornate a 180° per 35 minuti circa.
Una volta cotto il clafoutis, lasciar intiepidire e cospargere con abbondate zucchero a velo, quindi servire.


NOTE:
- Il dolce in questione non è esattamente una torta, ha la consistenza più simile a quella di un budino.
Va in tavola direttamente nella teglia di cottura proprio perché sarebbe impossibile sformarlo tutto intero. Sceglietene una carina. ;)
- In cottura gonfia parecchio ma poi nel raffreddarsi si abbassa. In ogni caso se utilizzate la teglia della dimensione indicata accertatevi che il bordo sia piuttosto alto (minimo 5 cm).
Se non ne avete una così utilizzatene una rotonda più grande (24-26 cm di diametro) o, come me, rettangolare (la mia è di circa 30 x 20 cm). In questo caso calcolerei 5 minuti circa in meno di cottura, visto che rimane più bassa.

Un grande GRAZIE alle ragazze del team Re-cake per il grande lavoro che fanno e per la scelta in particolare di questa ricetta (che per la sua semplicità mi ha dato la spinta a ri-buttarmi in gara)
di Gabila, seguitissima blogger de Panedolcealcioccolato. Un bel ringraziamento doveroso va anche a lei!

12 ottobre 2015

Brownies al cacao e nocciole


Era diverso tempo che avrei voluto provarli.
Sapevo che mi sarebbero piaciuti. 
Forse temevo troppo. 
Avevo ragione.
Conoscendo l'amore/odio del mio compagno per il cioccolato avevo il timore che avrei dovuto sacrificarmi da sola nella consumazione dell'intera teglia di golosi quadrotti.
E qui mi sbagliavo.
Sono piaciuti anche a lui. E dico tutto.

La ricetta, tanto per non sbagliare, l'ho presa qui da Laurel Evans, nel suo seguitissimo blog Un'americana in cucina.

Provateli quando avete poco tempo da dedicare al dessert, mangiateli nature come merenda con tè o caffè o serviteli a fine pasto con una pallina di gelato alla crema, alla vaniglia o di panna non zuccherata. 
Si fanno in un attimo e possono essere serviti ad un buffet, visto il formato.

Si, un quadrotto basta e avanza a saziare il più goloso dei vostri ospiti ma di sicuro vi chiederà la ricetta. Eccola.

INGREDIENTI
(Per una teglia quadrata lato 20 cm)
150 g burro
250 g zucchero semolato
75 g cacao amaro (in polvere)
1/4 cucchiaino sale
1/2 cucchiaino essenza di vaniglia (facoltativo) 
2 uova fredde
60 g farina
50 g noci tritate (io nocciole, qui solo 30 grammi ma 50 ci sarebbero state benissimo!)

Preparare tutti gli ingredienti e una ciotola abbastanza capiente per mescolare agevolmente.
Foderare di carta da forno la teglia.
Accendere il forno a 180 gradi.

Far fondere a bagno maria il burro, quando sta fondendo aggiungere lo zucchero, il cacao e il sale mescolando fino ad ottenere un composto omogeneo.
Far intiepidire (io a questo punto verso il preparato in una ciotola per favorire il raffreddamento e per essere più comoda nell'aggiungere poi gli altri ingredienti).
Se la mettete, unire la vaniglia e mescolare ancora.
Unire un uovo alla volta incorporando bene prima dell'aggiunta successiva. 
Solo ora unire la farina (io setacciata), e mescolare energicamente per un paio di minuti fino a completo assorbimento.
Aggiungere ora le nocciole (o le noci se preferite).
Versare il composto nella teglia e infornare per 20-25 minuti nel forno ormai in temperatura.


Laurel consiglia di cuocere finche’ uno stecchino infilzato nel dolce non ne esca ancora con qualche briciola attaccata.
Tagliare in quadrotti.


NOTE
- Sono davvero di una facilità e velocità estrema. L'unica accortezza sta nella cottura. Non stracuoceteli.  Il loro bello sta proprio nel fatto che sono croccantini fuori ma morbidosi e umidi all'interno. 



9 ottobre 2015

Crostata di frolla montata (Linzer alla Montersino)


Questa torta non è la classica crostata. Infatti l'impasto non dà una frolla ma una crema burrosa che in cottura si trasforma in una frolla buonissima.
Non è la Linzer originale. Anzi oserei dire che è proprio un'altra torta.
È la torta che Montersino, pasticcere piemontese di fama internazionale, definisce Linzer.
Questo per amor del vero.
E per lo stesso amore posso dirvi che è la crostata con la confettura più buona che abbia mai assaggiato.

Nonostante qualche difficoltà nel setacciare i tuorli e con la sacca da pasticcere (ma questa è una mia lacuna... dovrei fare più esercizio e soprattutto fornirmi di bocchette più professionali) il risultato mi ha ripagata di ogni fatica.

Una frolla che si scioglie in bocca.
Zuccherata appena, per accompagnare la confettura già di per sé molto dolce.
Burrosa da paura. Ma non lasciatevi spaventare dalla quantità di burro. Una volta ogni tanto uno strappo alla regola si può fare. E in questo caso ne vale davvero la pena!

Dal libro "Peccati di gola" di Luca Montersino
Crostata Linzer
(Per uno stampo da 26 cm di diametro)

5 ottobre 2015

Pizza o focaccia in teglia nel forno di casa


Scoprire di aver finito il lievito troppo tardi per correre al super. Intestardirsi e provare lo stesso. Tanto ho trovato una ricetta che funziona lo stesso anche senza lievito. Ehmm.. ma anche no.
Almeno non a me.
E poi ancora. Troppo cruda. Troppo cotta. Troppo alta. Troppo sottile. Non ci siamo fatti mancare nulla. A rotazione ho accontentato (o scontentato) ogni commensale.

A furia di tentativi però una ricetta buona,  che ha messo d'accordo tutti e che è passata anche all'esame più duro (quello del mio compagno che notoriamente non ama alla follia la pizza e di conseguenza è ipercritico)... l'ho trovata.

Dosi prese nell'etere molto tempo fa (e per questo chiedo perdono ma non ricordo più la fonte) e procedimento frutto di aggiustamenti successivi.

Con queste dosi in genere preparo due teglie grandi da forno (32×35-37) di pizza e una teglia rotonda diametro 24 cm di focaccia. La differenza sta nello spessore con cui la stendo. La focaccia la lascio più alta, circa un dito e seguo i pochi passaggi che vi indico sotto.

IMPASTO PER PIZZA E FOCACCIA

INGREDIENTI (per 6 persone)

1 kg farina 0 per pizza
540 g acqua a temperatura ambiente (potrebbe servirne un pò di più o di meno a seconda della farina utilizzata)
20 g sale
20 g olio e.v.o.
7-8 g lievito di birra fresco (o 2 g di lievito di birra disidratato)
10 g zucchero
Poca farina di semola rimacinata per lavorare l'impasto.

PROCEDIMENTO 

L'impasto.
Verso la farina 0 in una capiente ciotola.
Sciolgo il lievito con poca acqua prelevata dal totale insieme allo zucchero.
Sciolgo il sale con un altro poco d'acqua e metto da parte per ora.
Faccio la classica fontana con la farina e verso al centro il lievito disciolto.
Inizio ad impastare partendo dal centro e agglomerando poca farina per volta. Aggiungo poca acqua man mano.
Quando il lievito è ben amalgamato alla farina unisco il sale sciolto precedentemente e aggiungo la rimanente acqua. 
L'acqua: come ho già indicato sopra potrebbe servirne un pò di più o di meno, tenetela accanto e fermatevi quando vedete che la farina è ben assorbita ma l'impasto non troppo appiccicoso.
Infine unisco l'olio e impasto fino ad assorbimento.
A questo punto spolvero il tavolo da lavoro con poca semola rimacinata e impasto ancora fino a quando non ottengo una palla liscia.

Prima lievitazione.
Faccio lievitare in una grande ciotola poco unta (spennello appena) l'impasto così ottenuto, inciso con la classica croce e spennellato di poco olio in superficie. Ripongo a lievitare in luogo riparato da spifferi (o in credenza o nel forno spento con la sola lucina accesa) e coperto con un panno umido (o pellicola trasparente a contatto e un panno a coprire) per un tempo di 6-7 ore (preparo l'impasto in mattinata per avere la pizza pronta a cena).

Seconda lievitazione.
Una volta trascorso il tempo della prima lievitazione prendo l'impasto facendolo scivolare sul piano di lavoro con un leccapentola.  Rilavoro appena per formare un cilindro che dividero' nelle porzioni (nel mio caso due più grandi e una più piccola per la focaccia)
Lavoro velocemente ogni panetto impastandolo ancora un pochino. Faccio delle palle con le porzioni e sistemo direttamente al centro delle teglie scelte, già spennellate d'olio evo, senza stendere ancora l'impasto.
Copro e ripongo a lievitare ancora un'ora abbondante.

Nel frattempo preparo i condimenti.
Se utilizzo mozzarella la taglio a fettine e la metto a scolare dopo averla strizzata con le mani (se no in cottura rilascerà troppi liquidi e "annacquera'" l'impasto).
Preparo la salsa con pomodoro passato o pelati schiacciati con una forchetta, poco sale, olio evo e origano. Mescolo e tengo da parte.
Preparo l'emulsione per la focaccia con 2-3 cucchiai d'olio, 2-3 cucchiai d'acqua (quantità olio=quantità acqua) un pizzico di sale e aghi di rosmarino. Giro bene e lascio da parte.

Trascorso il tempo riprendo le teglie e stendo finalmente il mio impasto solo con le mani, partendo dal centro e tirando delicatamente con le dita fino a riempire la teglia in uno strato il più possibile uniforme lasciando il bordo tutto intorno più alto.
Condisco col pomodoro le pizze e sulla focaccia faccio i classici buchini con le punte della dita. Cospargo la focaccia con l'emulsione preparata e qualche granello di sale grosso.



COTTURA FOCACCIA:
Inforno a 200-250 gradi nel secondo ripiano dal basso del forno statico per un tempo variabile tra i 15 e i 25 minuti a seconda dello spessore ottenuto. 
Tenete conto che con una teglia come la mia, di diametro 24 cm,  vengono giusto 6 fettine (per uno stuzzichino aspettando la pizza!)

COTTURA PIZZA:
Inforno nel secondo ripiano dal basso del forno che avro' preriscaldato a 250 gradi (o alla massima temperatura che il vostro forno permette) per 12-17 minuti, fino a quando il bordo inizia a prendere un pò di colore (appena appena).
Quindi tolgo la teglia e inserisco la mozzarella o altri condimenti a piacere.
Inforno nuovamente fino a cottura nel ripiano intermedio facendo attenzione a che la mozzarella si sciolga ma non bruci. A me servono altri 7-10 minuti.

NOTE:
- Sì può utilizzare anche una farina 00 o meglio una miscela di farina 00 e Manitoba al 50%.
- La mia seppur breve esperienza mi ha insegnato che meno lievito si mette, più a lungo si fa lievitare e meglio è (con i tempi indicati si potrebbe azzardare anche una quantità di lievito minore a mio avviso ma già così vi assicuro che non si sente gusto di lievito ed è molto digeribile)
- con i condimenti potete sbizzarrirvi. Ad esempio potete grigliare delle verdure in anticipo e tenerle in frigo pronte per farcire le vostre pizze!
Io aggiungo sempre, in una parte, qualche pezzetto d'acciuga sott'olio.
- ho sperimentato, in un secondo tempo, l'impasto nella macchina del pane con le stesse dosi e ingredienti (inserendo prima l'acqua e l'olio, il sale, lo zucchero, le farine  ed infine il lievito in una fossetta ricavata nella farina).
Al termine del programma di un'ora e mezza per solo impasto e prima lievitazione, proseguo con la seconda lievitazione come spiegato sopra facendo però lievitare i panetti già suddivisi più a lungo: 2-3 ore circa.  Dopodiché seguo lo stesso procedimento indicato sopra per la stesura e la cottura. 
Con l'utilizzo della macchina del pane quindi riduco di molto i tempi di realizzazione in quanto la lievitazione nella cella della macchina a mio avviso accelera la crescita dell'impasto.

I pizzaioli provetti non me ne vogliano... questa è la mia umile versione che volevo condividere e appuntarmi perché finora la meglio riuscita a casa mia.

Buona pizzata!!
Elena.

















7 settembre 2015

Pesche ripiene al forno


Le temperature gradevoli di questi giorni mi hanno convinta ad accendere nuovamente il forno dopo la pausa estiva! Sta tornando la voglia di pasticciare, di assaggiare e condividere!!

Avete ancora delle belle pesche gialle mature ma sode? Saranno tra le ultime della stagione ma fate ancora in tempo a preparare questa prelibatezza tipica della regione in cui abito, il Piemonte.

Le pesche ripiene sono un dessert perfetto per i pranzi e le cene di inizio autunno. Il connubio col cioccolato e gli amaretti lo rendono infatti molto goloso ed in più può essere servito sia caldo che freddo.

Questa ricetta è quella che mi è stata "spifferata" da mia suocera anche se le dosi, che nel suo caso erano "a occhio", sono state quantificate da me a suon di prove.

PESCHE RIPIENE AL FORNO (per 6 persone)
INGREDIENTI:
6 pesche gialle medio-grandi
Cioccolato fondente 80 gr
Amaretti  100 gr
Cacao in polvere amaro 15 gr
Zucchero 60 g
Uova 2 tuorli
Liquore (io brandy o whisky, lei rum) 1 cucchiaio

Burro qualche fiocco
Pan grattato (un cucchiaio o due)

Amaretti o qualche fettina di pesca (o anche nulla!) per la decorazione.

PREPARAZIONE
1. Lavare, asciugare, dividere in metà le pesche senza sbucciarle e togliere il nocciolo.
2. Scavare con un cucchiaino intorno all'incavo lasciato dal nocciolo in modo da creare una sorta di coppetta che dovrà contenere il ripieno. La polpa ricavata tritatela e tenetela da parte in una ciotola.
3. Tritare il cioccolato e gli amaretti abbastanza finemente (io utilizzo un mixer) e unirli alla polpa insieme al cacao setacciato.
4. Sbattere i due tuorli con lo zucchero con l'aiuto di una frusta e unirvi il composto a base di pesche in modo accurato fino ad ottenere un impasto omogeneo.
5. Unire il cucchiaio di liquore prescelto (facoltativo) e mescolare.
6. Rivestire con carta forno una teglia nella quale possano stare tutte le metà pesche appoggiate delicatamente le une alle altre senza lasciare possibilmente spazi vuoti.


7. Riempire ogni metà con una parte del composto.
8. Disporre un pizzico di pan grattato e un piccolo fiocchetto di burro su ognuna.
9. Infornare in forno già caldo a 180 gradi per 40/50 minuti (verificate i tempi col vostro forno)
10. Servite ancora calde (ma a noi piacciono anche fredde - in questo caso ricordatevi solo di toglierle dal frigo 15-20 minuti prima di servirle) con una spolverata di amaretti sbriciolati sopra, qualche fettina di pesca o anche "nature"...!!

NOTE:
- Sì conservano due tre giorni in frigo coperti con pellicola o dentro un contenitore ermetico.
- Vi avanzerà del ripieno.  In genere io riempio qualche contenitore per piccoli budini in alluminio, inserisco qualche fettina di pesca all'interno e inforno per altri 40/50 minuti sempre a 180 gradi. Ho provato sia a bagno maria che con la cottura tradizionale e devo dire che ho preferito il risultato del bagno maria. Quindi se volete seguire il mio consiglio basterà immergere le vaschette d'alluminio in una teglia nella quale verserete due dita d'acqua e procedere come sopra.
Questo è il mio risultato:

aggiornamento del 6/09/2016: una cara amica mi racconta che la sua mamma ne sfornava in gran numero e usava quindi congelarle a gruppi in piccoli contenitori ermetici. Fatte scongelare per una notte (o una giornata) in frigo e ripassate pochi secondi al microonde costituivano un dessert sempre gradito. Mi è sembrato un suggerimento da condividere. Io ne farò tesoro, e voi?

A presto!
Elena.



4 settembre 2015

Cheesecake


Eccomi di nuovo su questi schermi.
Confesso un pò di fatica a scrivere quindi perdonatemi perché sono sicura si "sentirà".
Ma voglio riprendere questo diario troppo trascurato perché è un bel rifugio e voi che mi seguite nonostante la mia lunga assenza meritate qualcosa di più di una foto ogni tanto pubblicata su Facebook.

L'avete vista proprio lì.  L'ho preparata prima per un compleanno di una cara amica e poi, visto il successo, per gli ottant'anni della mia mamma. Ed è diventata una delle mie preferite!
Inutile dire che è buonissima... ovviamente deve piacere il genere: l'accostamento formaggio cremoso/dolce/ frutta amarognola... per me da svenire!!

Facile da realizzare. Anche per i meno avvezzi.
Richiede solo del tempo di attesa. Ma basta organizzarsi (tipo preparando la torta e la salsa il giorno prima di servirla e la decorazione anche all'ultimo minuto) e di sicuro non ne risentirete.

La ricetta come la stragrande maggioranza delle ricette "furbe" che utilizzo nella mia cucina viene dall'Araba felice e dal suo blog. Ecco la sua versione.
Le uniche varianti rispetto alla New York cheesecake di Stefania riguardano:
- la teglia: la mia a cerniera del diametro di 20 cm anziché 22 e questo mi ha portato a prolungare di conseguenza il tempo di cottura di qualche minuto.
- la quantità per la base di biscotto. Volevo uno strato spesso per la base croccante.
- il formaggio cremoso. Solo 2/3 di Philadelphia e 1/3 di ricotta. Mi sembra che il gusto alla fine ci guadagni in delicatezza.
- l'aggiunta di una gelatina* fatta da me con acqua, zucchero e maizena e succo di limone, per lucidare la frutta.
- La salsina di accompagnamento: ho infatti utilizzato frutti di bosco surgelati e non frutta fresca e ho quindi seguito il procedimento indicato sotto.

*La ricetta di questa gelatina, utilissima, l'ho trovata qui e mi è stata di grande aiuto in quanto avevo bisogno di trasportare il dolce e di confezionarlo a casa. Il pericolo era che la frutta nel frattempo si annerisse. Con questo trucchetto, e senza l'utilizzo di prodotti confezionati, ho risolto benissimo.


CHEESECAKE
(Teglia a cerniera di 20/22 cm)

Per la base:
160 g di biscotti tipo Digestive
75 g di burro
Imburrare i bordi della tortiera a cerniera e incastrare della carta forno tra la base e i bordi.
Fondere il burro a bagno maria o nel microonde.
Sbriciolare i biscotti in un mixer fino ad ottenere una polvere e mescolarli al burro fuso.
Versare il composto nello stampo e livellarlo con il dorso di un cucchiaio.
Riporre in frigo per mezz'ora.


Per il ripieno:
500 g di formaggio tipo Philadelphia
250 g di ricotta
4 uova intere 
succo di un limone
buccia grattugiata di mezzo limone
180 g di zucchero
poco estratto di vaniglia
Frullare insieme in un contenitore o in un mixer i formaggi a temperatura ambiente, le uova intere, lo zucchero, il succo e la buccia di limone e l'estratto di vaniglia.
Quando il composto sarà liscio e omogeneo versare sulla base di biscotto. Battere leggermente la teglia sul tavolo per eliminare eventuali bolle d'aria.


Mettere il tutto su una teglia (quella del forno andrà benissimo) e cuocere in forno preriscaldato a 160 gradi per circa 40/50 minuti a seconda del forno e della teglia utilizzata (a me son serviti 55 minuti!)
Come regolarsi? Controllate a vista la torta. Quando vedrete che la crema è rappresa ma il centro è ancora morbido (ma non liquido!) potete toglierla dal forno senza spegnerlo.

Per la copertura:
200 g di panna acida (oppure yogurt bianco naturale)
2 cucchiai di zucchero
poco estratto di vaniglia
Versare la panna acida (o lo yogurt) in una ciotolina e unirvi lo zucchero e la vaniglia mescolando bene.
Versare quindi subito sulla torta appena sfornata e rimettere in forno per un altro quarto d'ora circa fino a quando non noterete che anche questo strato è rappreso (io circa 20 minuti).
Togliere definitivamente la torta dal forno e lasciare raffreddare nello stampo.
Conservare almeno una notte in frigo prima di decorare.

Ingredienti per la decorazione
frutta (io qui fragole, more e una pesca - e nella versione sotto, più recente, frutti di bosco)
Decorare a piacere




A questo punto la vostra Cheesecake, se volete, è completa. Servita così sarà buonissima. Quel che segue è opzionale ed è il mio modo di preparare questa Cheesecake solitamente.

Ingredienti per la gelatina naturale (facoltativa)
200 ml di acqua
80 gr di zucchero
1 cucchiaino di succo di limone
1 cucchiaio di amido di mais
1 tazzina di acqua
Mettere 200 ml di acqua in un pentolino, aggiungere poi il succo di limone, lo zucchero. Accendere il fuoco a fiamma bassa. Mescolare fino a far sciogliere lo zucchero.
Mescolare in una tazzina d'acqua il cucchiaio di amido e unitelo a filo allo sciroppo sul fuoco non appena inizia a bollire, continuando a mescolare con una frusta per circa un minuto o fino a quando il composto si sarà addensato.
Una volta intiepidita la gelatina può essere versata sulla frutta con un cucchiaio.

Ingredienti per la salsa (facoltativa ma vivamente consigliata)
fragole, lamponi (io frutti di bosco surgelati)
poco zucchero a velo
succo di limone


Potete utilizzare della frutta fresca semplicemente frullandola insieme allo zucchero a velo e al limone nella quantità che vi aggrada maggiormente o, come me, potete utilizzare della frutta surgelata.
In quest'ultimo caso è sempre consigliabile far cuocere la frutta una manciata di minuti sul fuoco basso e aggiungere quindi lo zucchero e poco succo di limone (a seconda della quantità di frutta regolarsi sia con lo zucchero che con il limone a proprio gusto). Far cuocere ancora qualche minuto dopodiché togliere dal fuoco e far intiepidire. Frullare (io utilizzo il minipimer).
Passare quindi al setaccio (se utilizzate come me frutta con semini) e invasare.
Cospargere sulle fette di torta prima di servire.
La salsa si conserva in un contenitore a chiusura ermetica 2-3 giorni in frigo.

La torta è buonissima anche dopo due giorni di frigo.