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15 novembre 2015

Angel food cake: una nuvola di dolcezza (gluten-free)

Sul muro c'era scritto col gesso 
vogliamo la guerra.
 Chi l'ha scritto 
è già caduto. 
(...)
La guerra che verrà
non è la prima. Prima 
ci sono state altre guerre.
Alla fine dell' ultima 
c'erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente
faceva la fame. Fra i vincitori
faceva la fame la povera gente egualmente. (...)
(Da "Sul muro" di B. Brecht)

Una delle poche poesie che ricordo ancora dai tempi della scuola. Mi aveva colpito perché già allora incarnava il mio pensiero.
Non voglio aggiungere altro. Passo all'unica cosa che so fare bene (almeno credo) e che mi dà senso di pace, sperando di trasmetterne un pò anche a chi passerà da qui in queste giornate tristi.
Questa non è una torta.  È una nuvola.

Senza burro, senza olio, senza tuorli, senza lievito. Zucchero (tanto), albumi e poco piu'
Molto buona. Più buona di quel che potete immaginare. 
E d'altra parte se è stata chiamata "cibo degli Angeli" un motivo ci sarà. 


INGREDIENTI
(Per uno stampo a ciambella da circa 20 cm di diametro)
360 g di albumi (io 340 g - tutti quelli che avevo!)
200 g di zucchero semolato + altri 150 g (io 100 g)
5 g di cremor tartaro
150 g di farina 180 W (io farina di riso)
30 g di liquore all'amaretto (io 30 g di alchermes)
2 g di scorza di limone
2 g di sale
Semi di 1 bacca di vaniglia (io vaniglia in polvere)
zucchero a velo (per spolverare) 

Ho montato a neve gli albumi con i 200 g di zucchero versato poco per volta (io uso solo una frusta elettrica quindi avrò lavorato gli albumi 10 minuti buoni. Se avete una planetaria farete molto prima, comunque dovrete ottenere un composto molto sodo, tipo meringa)


In un'altra ciotola ho setacciato farina di riso e cremor tartaro. Ho unito altri 100 g di zucchero, le zeste di limone, il sale e la vaniglia.

Ora si devono unire i due composti. Utilizzate una spatola e unite al composto secco pochi albumi montati per volta, con movimenti molto delicati dal basso verso l'alto. Non si deve avere fretta nel fare quest'operazione, pena la cattiva riuscita della torta. 
Per ultimo unite il liquore scelto e continuate a mescolare con i soliti movimenti lenti e delicati per non smontare il composto. Questo l'aspetto del mio impasto:


A questo punto ci vorrebbe lo stampo apposito (quello per ribaltare il dolce, con piedini e base removibile). Io per il momento non ce l'ho e quindi ho utilizzato uno stampo a ciambella dai bordi molto alti.
Lo stampo non va assolutamente imburrato!
Ora l'ideale sarebbe inserire l'impasto nello stampo aiutandosi con una sacca da pasticcere onde evitare che rimangano bolle d'aria all'interno del dolce.
Confesso di aver rischiato: ho versato poco composto per volta nello stampo e a mano a mano ho livellato con una spatola, con delicatezza.
Prima di infornare si presentava così:


Preriscaldare il forno a 170 gradi e sfornare dopo circa 30 minuti (a me son serviti 35 min). Verificate con uno spiedino.
Tolta la torta dal forno bisognerebbe rovesciare lo stampo (quello di cui parlavo prima, con i piedini) e far raffreddare capovolta.
Nel mio caso ho aspettato una decina di minuti, rovesciato in un piatto e fatto intiepidire nello stampo.  A questo punto ho passato una lama tutto intorno e dato qualche colpetto ai lati. La torta si è quindi staccata,  sebbene lo strato più superficiale sia rimasto, in parte, attaccato alla teglia. 





Si serve accompagnandola con un pò di panna, una salsa al cioccolato o alla frutta, ma anche così com'è, solo cosparsa di zucchero a velo. 
Sarà comunque una lieta, dolce sorpresa. 

Buona domenica di pace.
Elena.