ga('create','UA-81679614-1','auto');ga('send','pageview');
Visualizzazione post con etichetta senza latte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta senza latte. Mostra tutti i post

25 giugno 2020

Sbriciolata alle pesche e amaretti


Odio e sottolineo o d i o quando devo buttare del cibo. Se poi si tratta di una torta, odio ancora di più! L'unica medicina in quel caso è sfornare un'altra torta. E questa volta devo essere sicura del risultato. È andata così con questa sbriciolata alle pesche e amaretti. Nonostante una certa percentuale di rischio (data dalla ricetta totalmente inventata da me) cosa mai poteva succedere ad una torta semplice come questa? E infatti stavolta è andata bene. L'autostima ringrazia per la manciata di punti riconquistati. Ora passo passo cercherò di alzare l'asticella della difficoltà, ma per ora va bene così e mi gusto una fetta di questa piccola dolcezza. 

Dopo la sbrisolona di cui vi ho raccontato qui, ora un'altra torta "di briciole". Forse, se possibile, ancora più semplice perché non si deve stendere nemmeno la base. Si versano le briciole nella teglia e si preme fino a compattarla. Poi si versa la frutta fresca a fette, si ricopre con altre briciole... Fatta!
La frutta in questione sono delle pesche-noci decisamente mature che rischiavano di seguire la torta di cui sopra nella pattumiera, se trascurate ancora un pó! Salvate e utilizzate nelle loro parti migliori in questo dolcino adatto alla merenda ma nel mio caso anche alla colazione o al caffè dopo pranzo o dopo cena.
Da provare anche con le ciliegie, con le mele o con le albicocche. 

L'abbinamento pesche/amaretti un classico molto presente qui su queste pagine vista la mia passione per gli amaretti.
Durante la mia ultima escursione al supermercato poi ho addocchiato una confezione di amaretti mignon che non potevano essere ignorati. Ed eccoli qui. Nel caso trovaste solo gli amaretti secchi della dimensione standard sostituite senza indugio sbriciolandoli. Il gusto non ne risentirà 😉. 


INGREDIENTI 
Per una teglia da 20-22 cm di diametro
Per la frolla sbriciolata
300 g di farina 00
150 g di zucchero semolato 
8 g di lievito per dolci
120 g di burro freddo a dadini
1 uovo
1 bustina di vanillina
1 fiala aroma limone (o mandorla) 

Per il riempimento
2/3 cucchiai di confettura (di albicocche o pesche) 
30 g + 30g di amaretti
300g di pesche (le mie pesche-noci ma andranno bene tutte)
1 cucchiaio di amido di mais
1-2 cucchiai di zucchero (a discrezione)

2 giugno 2020

Chiffon cake (ciambellone americano) agli agrumi



Ammiro molto chi crea delle vere e proprie opere d'arte quando prepara un dolce. Ma alla fine i dolci che personalmente trovo più belli (nel senso che comunicano la "bellezza" del gusto, che stuzzicano la gola e ispirano aria di casa, di calore, di affetto) sono quelli semplici, i dolci da credenza che ricordano l'infanzia e le domeniche dalla nonna. Uno di questi è sicuramente il classico ciambellone americano, la Chiffon cake. 

Questa ricetta, che è uno dei dolci che ho sfornato e fotografato durante la quarantena, è tratta dal blog di Simona Mirto, Tavolartegusto. La sua infatti è la base ideale, secondo me, da cui partire per un'infinità di variabili possibili.

Io qui ve la propongo nella versione agli agrumi (ho utilizzato il succo di un limone e dell'ultima arancia che mi era rimasta) ma potete sostituire con un agrume solo, o mettendo acqua al posto del succo. Potete sostituire 50g di farina con altrettanto peso di cacao per la versione cioccolatosa. Potete aggiungere gocce di cioccolato o uvetta, aggiungere liquore o aromi preferiti. Insomma la torta è molto versatile e semplice da preparare. 

L'ideale sarebbe avere lo stampo con i piedini (quello nato per questa torta e per l'Angel cake) perché dopo la cottura la torta va subito rovesciata e fatta raffreddare a testa in giù in modo da rimanere soffice e ben aerata. Se non lo avete potete in alternativa utilizzare uno stampo per ciambella dal bordo molto alto, rovesciando a fine cottura sul collo di una bottiglia. 
Ma ecco la ricetta. 


INGREDIENTI (per uno stampo da 24 cm) 

285g farina 00
270 di zucchero semolato (aumentabili fino a 300g)
6 uova grandi (tuorli e albumi divisi) 
100 ml succo arancia
100 ml succo limone 
120 ml olio di semi di girasole
Buccia grattugiata 1 arancia
Buccia grattugiata 1 limone
Aroma vaniglia
1 cucchiaino cremor tartaro
1 bustina lievito per dolci
1 pizzico sale
Zucchero a velo per decorare

31 maggio 2020

Torta all'acqua con cacao e pesche (senza uova, burro e latte)


La torta all'acqua è stato un tormentone nel web di qualche anno fa. Naturalmente mi ero ripromessa di provarla ma chissà perché non veniva mai il momento giusto. Forse perché me l'aspettavo "scialba", senza troppo gusto, abituata come sono alle torte caloriche, golose burrose, "uovose"... 😁
Inutile dirvi che mi sbagliavo, se sono qui a scrivere la ricetta è perché ora comprendo il motivo del grande successo. 
Innanzitutto si fa in un attimo, la cottura può essere lunghetta ma la preparazione è velocissima! Tutto in una ciotola, mescolata (sbattitore elettrico o fruste a mano) e via! 
Gli ingredienti base li abbiamo sempre a portata di mano: farina, cacao, zucchero, olio di semi, lievito per dolci (ebbene sì è pure vegana!). Gli aromi li scegliamo a seconda dell'abbinamento preferito. Possiamo poi lasciarla così com'è o aggiungere frutta, fresca e/o secca. Si può glassare una volta cotta con una colata di cioccolato fuso, cospargere di zucchero a velo o granella di zucchero. Insomma è una preparazione versatile, veloce, pratica e infine, ma non ultimo per importanza, b u o n a!

In rete troverete millemila ricette più o meno simili ma questa di Iaia Guardo alias Maghetta, mi ha finalmente convinta a provarla. La ringrazio quindi perché mi si è aperto un mondo 🤗

La mia prima proposta con questo tipo di preparazione è quella con pesche e aromatizzata al rum. Ovviamente potete sostituire le pesche con altra frutta di stagione e l'aroma che preferite (ad esempio la classica accoppiata mele-cannella, pere e noci, o niente frutta e solo aromatizzata alla vaniglia, agli agrumi... Insomma via libera alla fantasia!) 



INGREDIENTI 
(per uno stampo da 20/22 cm)
275 g di farina
Una bustina di lievito1
40 ml di olio di semi di girasole (io di mais) 
230 g di zucchero (io 180g)
40 g di cacao amaro in polvere
350 ml di acqua tiepida
Aroma rum (o vaniglia o cannella)

2/3 pesche noci a fettine
Granella di zucchero 

11 febbraio 2017

Le Camille (ciambelline soffici parte II)



Tutti conosciamo le Camille, le famose merendine alle carote della nostra infanzia (e non solo!). Girovagando nel web tempo fa avevo adocchiato la ricetta di Assunta de La cuoca dentro e ovviamente l'avevo salvata tra quelle da provare assolutamente.

Vi sarete accorti che ultimamente mi sto dedicando alle monoporzioni. Un po' per necessità un po' perché ne apprezzo sempre più gli innumerevoli pregi. Complice uno stampo in silicone che mi piace un sacco (lo stesso che ho utilizzato per queste ciambelline al caffè - da questo "parte II") ho quindi deciso di provare anche la ricetta dei tortini alle carote e mandorle di Assunta. Ho mantenuto esattamente le sue dosi, modificando solo l'aroma (ho preferito alla scorza d'arancia l'aroma mandorla, che accentua la presenza di questo ingrediente regalando un profumo unico oltre a bilanciare la dolcezza delle carote).

Ma dove ho messo maggiormente del mio è stato nel procedimento. Ho voluto provare a semplificare all'estremo i passaggi, in modo da velocizzare ulteriormente la preparazione e sporcare il meno possibile. In questo periodo ho proprio la necessità di ottimizzare tempi e risorse. Immagino che questo mi accomuni a molti di voi e quindi ve ne faccio partecipi. Ancora grazie ad Assunta per questa fantastica ricetta, se volete leggere la sua versione la trovate qui

8 febbraio 2017

Ciambelline soffici al caffè (senza burro)


Chissà perché le ciambelle mi sono più simpatiche delle torte senza "buco". 
E chissà perché nel blog non ce ne sono poi così tante. 
Si ok, c'è la buonissima torta fondente al limone che io ho sempre realizzato nello stampo a ciambella. Poi c'è la ciambella alle carote con farina integrale senza burro, che io adoro! E c'è anche l'Angel food cake che sempre una ciambella è. 
Ma se considerate le 165 ricette attualmente presenti (e per la maggior parte dolci!) si potrebbe pensare che non sia la forma a me più congeniale. 

Quindi ora correrò ai ripari. Sì perché da quando ho trovato un fantastico stampo per mini bundt-cake in silicone non faccio altro che sfornare piccole monoporzioni col famoso buco e di tutti i tipi. E mi piacciono davvero molto. Ovviamente la forma non è garanzia di riuscita e mi sono profusa in esperimenti prima di ottenere le mie piccole ciambelline perfette. Ma credetemi questo formato è davvero un portento. Potete utilizzarlo infatti per i vostri buffet, per arricchire il cestino della merenda dei vostri bimbi, portarle in ufficio per uno spuntino di metà mattina o pomeriggio, offrirle come dolcino monoporzione a fine pasto senza nemmeno dover tagliare la fetta. 

In particolare queste ciambelline al caffè sono morbidissime e umide il giusto per mantenersi qualche giorno intatte quindi potete prepararle in anticipo con tutto comodo. Velocissime da preparare e senza sporcare molte caccavelle. 

La ricetta viene da una garanzia del food-web come il sito dei Fables de Sucre (di cui vi ho già lasciato la ricetta di questo fantastico plumcake al limone), con qualche mia minima modifica nelle dosi. Loro l'hanno realizzata in uno stampo unico da 25 cm di diametro. Io ho suddiviso l'impasto in 16 monoporzioni. A voi la scelta. Volendo potete anche farne un plumcake. Ma la sostanza, che è ciò che conta,  sarà una nuvola al sapore di caffè. Potete spolverizzare semplicemente di zucchero a velo se non amate la glassa sui dolci, ma sappiate che in questo caso le vostre ciambelle non saranno molto dolci. Quindi semmai aumentate un pochino lo zucchero nell'impasto, secondo i vostri gusti. 
Come ultimamente spesso verifico, i dolci da credenza in cui al burro viene sostituito l'olio mi sono più graditi e questo mio ultimo esperimento me lo ha confermato.
Insomma passo alla ricetta e mi zittisco. Solo un'ultima cosa: provatela ;)

16 dicembre 2016

Muffins al cioccolato (senza burro)


Sono in fase "monoporzione" si capisce? Dopo le tortine all'arancia anche i Muffins al cioccolato. Entrambi senza burro. Perché, se è vero che a Natale qualche caloria in più è concessa e giustificata, nulla vieta di ricercare dolcini che al gusto e alla bontà abbinano ingredienti e dosaggi più salutari. 
Che poi i Muffins sono dei classici della colazione tutto l'anno. Quindi ecco qui una ricettina semplice semplice, che arriva da La cuoca dentro, alias Assunta Pecorelli. E ho detto tutto. Anzi no: fateli, ci vuole un attimo e il risultato non saranno i soliti Muffins.  Morbidi, umidi, belli e super buoni questi. Durano qualche giorno (se ben nascosti!) sotto una campana di vetro. 

2 dicembre 2016

Tortine all'arancia (senza latticini)


In un momento di lucine, alberelli, stelline. Mentre le mie colleghe blogger sfornano biscotti, panettoni e pandori a tutto spiano, io per una volta vado contro corrente. E non per il gusto di essere originale a tutti i costi. Ma semplicemente perché mi è capitato di prepararle. Sono uscite così carine che ho avuto l'intuizione di fare due foto (e un assaggio!) prima di consegnarle. Sono buonissime, ma questo già lo sapevo perché è una ricetta che conosco molto bene da tempo. 

La ricetta infatti  arriva dal blog che tutti noi, appassionati di cucina e web-dipendenti, amiamo: Araba felice in cucina. Lei ce la propone sotto forma di torta unica ed è così che anch'io l'ho preparata tantissime volte. Questa volta però ho inaugurato il mio nuovo stampo da muffin con queste piccole delizie che hanno la caratteristica principale di avere le due arance frullate nell'impasto. Questo rende le tortine morbidissime e profumatissime. La glassa poi le impermeabilizza e le mantiene a lungo come appena sfornate. In più sono velocissime da preparare. Sono senza burro nè latte. 

Insomma potevo non proporvele? E poi possono tranquillamente essere infiocchettate in un sacchetto trasparente o in una graziosa scatoletta e regalate a chi, goloso, saprà senz'altro apprezzare. E non solo a Natale ;)

20 novembre 2016

Torta nera del Monferrato

Il dolce storico piemontese con le mele, il cacao e gli amaretti. Naturalmente senza glutine e senza latticini.


Parlando con un caro amico, Giuseppe, di eccellenze del nostro territorio, il Monferrato, salta fuori il nome di questa torta. La famosa torta nera del Monferrato appunto. Come moltissime delle ricette più conosciute, replicate e diffuse nei migliori ristoranti tipici della zona è una ricetta che nasce lontano nel tempo. 
È Giuseppe a raccontarmi come nasce questo prelibato dolce piemontese. Nelle nostre campagne nei tempi duri, per tirare avanti, si utilizzavano avanzi ed esuberi. Le donne in cucina utilizzavano anche le ultime mele mature, prima di doverle buttar via. Perché via non si buttava nulla. Nemmeno il pane raffermo. Questione di cultura e rispetto per il duro lavoro e per i frutti della terra ma anche, spesso, questione di sopravvivenza. La torta veniva cotta sulla stufa a legna. Sfruttando il calore latente. Dopo aver cotto il pane infatti veniva lasciata sulla stufa spenta ma ancora calda tutta la notte e veniva consumata a colazione. 

Col tempo alla ricetta originale, che utilizzava pane raffermo e mele, si sono aggiunti il cacao e gli amaretti. Diverse versioni si trovano in rete oggi. Nella mia ricerca mi sono accorta che quasi mai è peró indicata l'esatta quantità delle mele o meglio non viene specificato se il peso è prima o dopo averle pulite, prima o dopo averle cotte. Anche la dimensione della teglia è molto soggettiva. Spesso non indicata. Non essendoci farina, il dolce più che cuocere deve asciugarsi. Quindi, allora come oggi, la temperatura   di cottura è piuttosto bassa e i tempi  molto lunghi. Ma anche quella della cottura, nei siti che ho consultato, è quasi sempre un'indicazione piuttosto vaga (varia dalla mezz'ora alle due ore a temperature dai 150º ai 180º).

29 settembre 2016

Occhi di bue con frolla di farro, senza uova e senza latticini


Lo si vede subito, dal colore di questi biscotti, che questa frolla ha qualcosa di speciale. Il colore è dato dall'uso dello zucchero di canna integrale. Ma oltre al colore questa frolla regala un sacco di altre belle sorprese. Come annunciato nel titolo, la farina utilizzata è quella di farro; nell'impasto non c'è burro, sostituito dall'olio, e nemmeno uova, sostituite dall'acqua. Vi levo subito ogni dubbio: la frolla è buonissima! E se ora vi state chiedendo se chi vi scrive è un genio sarà meglio che mi affretti a tranquillizzarvi. Il genio è Montersino. 
Cercavo una frolla un po' particolare per realizzare gli "occhi di bue" e l'ho trovata mentre sfogliavo il mio amato Le dolci tentazioni. Adattissima anche per crostate, crostatine o biscotti non farciti, io ne ho fatto metà dose, che è quella che segue, ma la prossima volta raddoppio tutto e al limite congelo metà impasto.

14 luglio 2016

Plumcake allo yogurt (7 vasetti)

Versione con farina integrale e senza lattosio


Chissà perché le ricette più semplici sembrano a volte meno interessanti. Invece questa non solo è una ricetta interessante, è forse LA ricetta di torta da colazione più versatile, facile, veloce, pratica che ci sia!!! 

Fondamentale è avere un vasetto di yogurt (intero se volete, ma anche magro, aromatizzato o neutro, e anche senza lattosio, come in questo caso). Gli altri ingredienti li avrete sicuramente in casa e li doserete utilizzando lo stesso vasetto dello yogurt. 
Io qui ho utilizzato una farina integrale e della fecola di patate ma va benissimo anche tutta farina 00 o un mixer di farina 00 e fecola. E naturalmente nulla vieta di sperimentare anche con altri tipi di farina ;)
Lo zucchero può essere sia semolato che di canna. Con gli aromi potete sbizzarrirvi: vaniglia, scorza di limone o arancia, cannella, cardamomo ecc.). Così pure con gli ingredienti che, volendo, potete aggiungere, rendendolo ogni volta un dolce diverso: uvetta, frutta secca o fresca, gocce di cioccolato, cocco, canditi, amarene, ecc.)
Insomma la torta che vi risolverà in moltissime occasioni la colazione ma anche, perché no, il fine pasto (vestendola a festa magari con una glassa all'acqua o con una colata di cioccolato fuso). Largo alla fantasia! 

11 giugno 2016

Clafoutis di ciliegie (senza lattosio)

Un clafoutis già lo trovate su queste pagine, questo qui. Anzi due, c'è pure quello salato! Ma il nome Clafoutis, come allora già vi spiegai, in realtà è corretto solo se associato alle ciliegie. E di ciliegie finalmente ne abbiamo! Questo frutto incredibile che l'estate ci regala si presta ad un'infinità di ricette ma credo che raramente semplicità e velocità di esecuzione si riuniscano così splendidamente come nel clafoutis di ciliegie. 


L'idea di sostituire il latte con latte di mandorla è nata un po' per caso (avevo finito il latte!) ma alla fine si è rivelata una bella alternativa che in più può "venir bene" in caso di intolleranza al lattosio. Non ho usato infatti nemmeno il burro (tranne per ungere la teglia, ma si può fare anche con pochissimo olio!).
Beh allora avete tutto? Uova, farina, zucchero, latte* e naturalmente ciliegie... E in men che non si dica la delizia è servita!! 

20 aprile 2016

Rotolo di meringa al curd di fragola (Gluten-free)


Ma come farà questa Nuccia ad avere sempre così tanti albumi da smaltire? Lo so che ve lo chiedete! :D
Diciamo che ho la buona abitudine di congelare tutti quelli che mi avanzano da altre preparazioni (creme, frolle, ecc.). Quando voglio utilizzarli li faccio scongelare una notte in frigo ed il giorno seguente sono come nuovi! 

Fin ora, uno degli impieghi migliori dei miei albumi conservati è questo rotolo di cui vi avevo già parlato qui. Questa volta però volevo vestirlo di primavera, con un riempimento a base di fragole. Dato che la meringa è molto morbida e delicata, il suo ripieno è meglio che sia cremoso in modo da ridurre al minimo rischi di rottura nella fase "arrotolamento"! Ho cercato così la ricetta di una curd di fragole che mi convincesse e mi sono imbattuta qui, in questo bel blog dedicato a chi è intollerante al glutine  ma non vuole rinunciare al gusto. Baaam!! è lei: una crema senza aggiunta di altre uova, semplice e veloce da preparare! Quello che ci voleva! 

Dopo il riposo del rotolo la crema al suo interno prende quasi la consistenza di un budino e per completare il gioco delle consistenze ho pensato di finire con una decorazione di cioccolato fuso che, raffreddando, indurisce e crea una crosticina che contrasta con ciò che ricopre, completandolo.

7 febbraio 2016

Torta di carote senza farina e non solo...

(Tratta e interpretata da una ricetta di L. Montersino)
                         
Il titolo avrebbe dovuto essere: "Torta di carote senza farina, senza burro o olio, senza lievito e con soli albumi e mandorle"
Diventava un po' lungo e così ho "sintetizzato" quest'altra trovata del pasticcere più nominato su questo blog, Luca Montersino, appunto. Nonostante sia circondata di suoi libri, questa chicca del Maestro mi era sfuggita fin ora e l'ho trovata girovagando nel web, qui.

La mia idea di partenza? Trovare un modo per ridurre i chili di carote che periodicamente si accumulano in frigo, regalati al mio compagno da un compiacente cliente. 
Un modo dolce, da alternare a tutti i modi in cui gli propino le carote, come contorno, antipasto, piatto unico... un giorno sì e l'altro pure quando arrivano queste scorte.
In più mi sarebbe piaciuto riuscire ad utilizzare gli albumi avanzati da altre preparazioni prima che esalassero l'ultimo respiro.

Così quando ho letto la lista degli ingredienti e mi sono accorta che per di più non prevedeva burro o olio (non che io mi faccia problemi ad utilizzarli, e lo sapete. Ma una ricetta "light" non mi/ci farà certo male!) mi sono precipitata in cucina e in pochi minuti la torta era in forno.

28 gennaio 2016

Una favola... di plumcake!

PLUMCAKE AL LIMONE SENZA LATTICINI


Se cercate una ricetta facile, dal gusto classico e al profumo di limone, questa fa proprio per voi.

Era quello che cercavo io quando sono capitata sulle pagine di Fable de Sucre, un blog di cucina che ho scoperto da poco ma che seguirò d'ora in avanti con interesse.

Di plumcake al limone ne girano tanti nel web e io stessa ne ho provati diversi interessanti (che prima o poi vi racconterò').
Questo ha il grande pregio di essere preparato con ingredienti presenti in ogni cucina, nessuna stranezza. Eppure il risultato non è per niente scontato.
Un cake morbido e appena umido che sa decisamente di limone. Senza eccessi però. Il gusto equilibrato, né acido né troppo dolce.
Una tazza di tè fumante o, nel mio caso, un infuso di zenzero e limone completano una merenda davvero perfetta.
Se non ci credete, concedetevi questa coccola. Non prevede utilizzo di burro o latticini in genere, quindi è adatto ad intolleranti al lattosio. E ci fa sentire tutti meno in colpa. 

Ci vuole davvero poco per essere felici a volte. ;)

                              
INGREDIENTI
(Per uno stampo da plumcake 25x11 o cmq della capacità di 1 litro)
Uova 2
Zucchero 165g
Olio di semi (io di girasole) 85 g
Acqua 85 g
Farina 00 230 g
Lievito per dolci 1 bustina
Scorza di  1 limone non trattato
Succo di limone 65 g (circa 1limone e 1/2)
PROCEDIMENTO 
Grattugiamo la buccia di un limone e spremiamo il succo necessario, che filtreremo per eliminare i semini.
Per quanto riguarda la scorza voglio cogliere l'occasione per lasciarvi la mia tecnica (che non è proprio "mia" ma l'ho scovata in rete anni fa quindi non chiedetemi dove :P) per raccogliere più scorza possibile senza lasciarne la metà sulla grattugia. 
Magari la conoscete già ma io ve la lascio lo stesso! 

È semplicissimo! Basta appoggiare sulla grattugia, prima di effettuare lo sfregamento del limone, un pezzetto di carta forno. A questo punto passate il limone energicamente sul foglio. Vedrete che la scorza rimarrà tutta lì e con un cucchiaino potrete raccoglierla facilmente. Tutto qua!

  

Messo un attimo da parte succo e scorza, lavoriamo con una frusta le uova e lo zucchero in un'ampia ciotola fino ad ottenere un composto chiaro.
Aggiungiamo quindi l'acqua, l'olio e, posate le fruste, versiamo poco per volta la farina setacciata con il lievito e mescoliamo con una spatola a mano o un cucchiaio di legno lentamente, con movimenti dal basso verso l'alto, cercando di smontare il meno possibile il composto.
Versiamo quindi a filo il succo del limone e la scorza e amalgamiamo il tutto sempre lentamente.
Questo il composto che otterremo, alquanto liquido.

  

Versiamo nello stampo imburrato e infarinato (per gli intolleranti ai latticini rivestito di carta forno), eliminando prima eventuali eccessi di farina.

Inforniamo in forno a 180 gradi per circa 35/40 minuti. Se dopo la prima mezz'ora doveste accorgervi che la superficie si colora troppo, coprite con un foglio d'alluminio e proseguite la cottura. Vale la prova spiedino. 

Sfornate, fate intiepidire, togliete dallo stampo e fate raffreddare completamente prima di cospargere di zucchero a velo.



Buona merenda, Elena. 





11 gennaio 2016

Challah al miele con mele e mandorle




Ecco cosa serviva al mio giovane blog: un lievitato dolce. Toh, guarda caso, la sfida del mese del mitico gruppo Re-cake 2.0 è la Challah, il pane dolce del sabato,  il dolce preparato per onorare il giorno di festa del popolo ebraico.

E ancora una volta Re-cake mi spinge a scoprire una tradizione ed una ricetta che non conoscevo. Culture, usi e costumi religiosi si rispecchiano e si fanno spesso rappresentare dai cibi. 
La Challah ne è un esempio. E come tutte le preparazioni tipicamente ebraiche deve rispettare rigide regole negli ingredienti e nel procedimento.

Ma questo, Re-cake intendo, è un gioco.
Serio, professionale, didattico (almeno per me!) ma anche leggero e divertente. Le regole ci sono, ma sono quelle del gioco. Quindi non mi addentrerò nei principi che un ebreo osservante deve tenere ben presente nel cucinare il pane dello Shabbat.
Mi atterrò alla sfida del mese, la cui locandina recita così:

La Challah spiegata nel blog Re-cake

Il risultato mi ha davvero sorpreso per bontà, morbidezza, gusto equilibrato. 
Sono entusiasta di questa ricetta, e molto soddisfatta del mio Challah!
Rispetto alla locandina ho apportato solo una modifica alla farina (io un mix di farina 0 e farina integrale) e aggiunto la farcia a base di mele e mandorle.
Per formare le rose mi è stato molto utile il mini video di Giulia, una delle admin del gruppo.
A me è avanzato dell'impasto e così ho pensato di fare anche una piccola treccia a tre.
Ma vi riassumo tutto nel dettaglio, indicando le mie variazioni e aggiunte in corsivo sottolineato, per chiarezza.

Challah al miele, con mele e mandorle

INGREDIENTI (per una Challah di 24 cm di diametro)
500 g di farina (io ho utilizzato 415 g di farina 0 e 85 g di farina integrale)
10 g di sale
25 g zucchero semolato
9 g di lievito secco attivo (io 7 g)
1 uovo grande
40 ml di olio vegetale
40 g miele
60 ml di acqua tiepida (io circa il doppio, dipende dalla farina che utilizzerete)
2 cucchiai di miele diluito con 1 cucchiaio di acqua bollente
Per la farcia (aggiunta mia)
1 mela
2-3 cucchiai di marmellata di albicocche biologica
una manciata di mandorle spelate.

Per la treccia (fuori gara, con l'impasto avanzato)
2 cucchiai di marmellata di albicocche biologica
cannella in polvere q.b.
qualche mandorla come decorazione
1 cucchiaio di miele diluito con un goccio di acqua bollente per la glassa.

PROCEDIMENTO
Ho utilizzato per l'impasto la mia ormai inseparabile macchina del pane, quindi inserito ingredienti liquidi, sale, zucchero, olio, miele, successivamente farina e per ultimo il lievito. Programmato quindi l'impasto per dolci che prevede un'ora di lievitazione.

Il procedimento classico prevede invece di setacciare la farina nella ciotola, aggiungere il sale e mescolare bene. Aggiungere il lievito e mescolare ancora fino a quando sarà completamente incorporato. Aggiungere lo zucchero, l'uovo, l'olio e il miele e impastare.



Aggiungere gradualmente l'acqua fino a quando l'impasto è morbido. Come dicevo nel mio caso mi sono accorta che l'acqua indicata (60 ml) era insufficiente e ne ho aggiunta poca per volta fino a quando l'impasto non mi è sembrato sufficientemente idratato ma non appiccicoso (in questo vado molto a occhio!).
Sempre in assenza della macchina per il pane, per la prima lievitazione, ungere una ciotola con un po' olio, formare una palla con l'impasto, ungere leggermente anche l'impasto, coprire con pellicola e lasciare lievitare fino al raddoppio, circa un'ora, un'ora e mezza.

Nel frattempo ho preparato la mela. L'ho lavata, tolto il torsolo e, senza sbucciarla, tagliato con una mandolina a fettine sottilissime che ho poi tenuto a mollo in poca acqua e limone per non farle annerire.

Rivestire una teglia con carta da forno e ungere i lati.
Mettere al centro della teglia un coppa pasta di 5 cm di diametro (io non avendolo ho utilizzato uno stampino per mini- crostatine un filino più grande)
Terminata la prima lievitazione, dividere l'impasto in 2 parti uguali e stendere ogni parte fino a quando non si raggiunge uno spessore di mezzo cm (o anche meno, io intorno ai 2 mm)


Con un coppa pasta, ricavare dei cerchi di circa 12 cm di diametro (io un taglia biscotti da 10 cm)
Per fare le rose: prendere quattro cerchi (che io ho spennellato con la marmellata) e metterli in fila (alternandoli con una fettina sottile di mela nel mio caso, come da foto) uno sopra l'altro, affinché ogni cerchio si sovrapponga a quello sotto di esso in parte e, a partire dal cerchio più in basso, arrotolare la pasta a formare un cilindro. 
Per stringere il cilindro, rotolare delicatamente sulla superficie di lavoro.


Usando un coltello affilato, tagliare il rotolo a metà. Posizionare ogni pezzo, con il lato piatto verso il basso nella teglia, lasciando circa 2-3 cm tra loro.
Ripetere i passaggi precedenti per fare abbastanza rose per riempire la teglia. Potete posizionare ora una mandorla al centro di ogni rosa ( io qui mi sono dimenticata e l'ho fatto dopo).


Come dicevo sopra, mi è avanzato dell'impasto ed ho pensato di farne una treccia composta da soli tre filoncini di pasta. Ho tirato i cilindri di pasta, li ho appiattiti con il mattarello, spennellati di marmellata e cosparso di un poco di cannella. Arrotolati nuovamente a riformare il cilindro e quindi intrecciati. Posizionato in uno stampo piccolo da plumcake. Inserito qualche mandorla e messo a lievitare.



Coprire e lasciare lievitare entrambe al caldo (io forno spento con luci a accesa) per 30-40 minuti.
Ecco la mia dopo la seconda lievitazione:



Scaldare il forno a 180 °C. Nella Challah di rose ho messo le mandorle prima di infornare. Cuocere per 20-25 minuti fino alla doratura (utilizzare un foglio di alluminio appoggiato sopra in caso dovesse colorire troppo troppo in fretta).



Durante la cottura, preparare la glassa: mescolare il miele con l'acqua bollente. Quando la Challah è cotta spennellarla con la glassa di miele.




Lasciare la Challah a raffreddare un po' e poi toglierla dalla teglia usando un coltello affilato e spostare delicatamente su una gratella a raffreddare completamente.






È meglio mangiare la Challah lo stesso giorno in cui si fa (e vorrei vedere chi riesce a resistere!!) tuttavia, può essere preparata prima, avvolta nella pellicola e congelata per un mese.



Se non si amano i dolci troppo dolci , evitare la glassa di miele e spennellare la Challah con un uovo diluito con un cucchiaio di acqua appena prima della cottura.


Grazie alle ragazze Re-cake per avermi fatto scoprire questa ricetta!!  Alla prossima sfida!! :)

Elena.