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Visualizzazione post con etichetta Macchina del pane. Mostra tutti i post
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28 gennaio 2017

Treccia svedese alle mele

Per Re-cake 2.0


Anche questo mese gli admins del gruppo Re-cake 2.0 hanno stupito con una proposta fantastica. Un dolce dal quale non si può non rimanere stregati. Non a caso in questione ci sono le mele. Il frutto utilizzato dalla strega per stregare Biancaneve. Ecco mi sono sentita un po' come la fanciulla ingenua della favola quando, con l'impasto che già lievitava beato, mi sono accorta che non mi sarebbero bastate le mele per il ripieno. Ho fermato il tempo (=ho congelato l'impasto lievitato) e ho realizzato che avrei aspettato che arrivasse il mio principe azzurro... con altre mele! Dopodiché ho fatto rinvenire il mio panetto per qualche ora in frigo e poi a temperatura ambiente temendo che il lupo cattivo venisse a distruggere il mio lavoro. Ma il bene vince sempre... ed ecco che il forno ha fatto la magia! 


Ho scelto una farina di farro integrale e di conseguenza ho dovuto sistemare le dosi in fase di impasto, aggiungendo poca farina (un paio di cucchiai in tutto) con mio grande stupore perché pensavo che questo tipo di farina assorbisse più liquidi, invece l'esatto contrario. 
Potete ovviamente realizzarla con la farina 00 (come proposto dalla locandina Re-cake) o sperimentare con la farina che preferite. In ogni caso vale il solito generale principio della gran parte degli impasti lievitati: il panetto prima della lievitazione deve risultare morbido ma non appiccicoso, staccarsi dalle pareti della ciotola (o dalle vostre mani, se lo lavorate sul piano). Regolatevi di volta in volta. 
Le mandorle le ho tostate intere e lasciate tali perché mi piaceva l'effetto rustico dell'insieme, ma se preferite potete utilizzare le lamelle.
Con metà delle dosi sotto riportate a me è venuta la treccia che vedete nelle foto più un'altra piccolina. Sappiate che sono sparite in un soffio ;P

6 ottobre 2016

Danubio all'arancia farcito con confettura di albicocca

Con succo e scorza d'arancia nell'impasto 


Avete presente una brioche morbidissima con un dolce ripieno che si svela al primo morso? Una brioche che si stacca comodamente con le mani da una torta che oltretutto è sempre molto bella da vedere, nella sua estrema semplicità. 
È un danubio, il lievitato la cui vocazione principale è l'invito alla convivialità, proprio per la sua caratteristica di essere composto di tanti pezzetti separati, uniti dalla lievitazione e dalla cottura e poi facilmente  "ri-smontabili" per essere agguantati da piccole (e grandi) mani alla ricerca di qualcosa di buono. Proprio questo lo rende perfetto sia per un buffet che per la merenda dei vostri bimbi. O anche per il te con le amiche. Per la colazione "al volo" di tutta la famiglia in settimana o per quella "lenta" della domenica mattina.

2 settembre 2016

Gnocco fritto


 Ricetta tipica dell'Emilia Romagna lo (o il, mi dicono) gnocco fritto è una golosità che assolutamente volevo provare. Li avevo assaggiati qua e là (anche in Piemonte alcuni ristoranti li propongono con gli antipasti affettati) e non vedevo l'ora di mettere le mani in pasta e farli da me. Beh la soddisfazione è stata tanta soprattutto perché li ho preparati per una serata tra amici e, come spesso mi capita, ho rischiato molto, con una ricetta che provavo per la prima volta. 
Per non saper né leggere né scrivere, tra la moltitudine di ricette che avevo scovato nel web, mi sono affidata al buon caro Giallo Zafferano e non me ne sono pentita. Ho solo trovato necessario aggiungere poca acqua ma, si sa, quando si tratta di lievitati le varianti che incidono sulla buona riuscita dell'impasto sono davvero tante e alla fine bisogna regolarsi un po' "a occhio". 

Per chi ancora non conoscesse lo gnocco fritto trattasi di pasta di pane nel cui impasto viene aggiunto strutto, viene stesa sottile pochi mm e ritagliata a rombi per poi essere fritta in olio profondo (o strutto). In cottura la pasta si gonfia creando le caratteristiche bolle e lasciando l'interno vuoto. Lo gnocco si apre in due proprio come un panino e si farcisce con salumi e formaggi a piacere.
Gli gnocchi fritti si servono come aperitivo o antipasto. Ma attenzione uno tira l'altro e si rischia di iniziare e concludere il pasto con loro!! Consiglio spassionato: fatene tanti!

23 giugno 2016

Rotolo di pane misto farcito


Questo rotolo di pane è una di quelle ricette da segnare e poi fare e rifare con mille ripieni diversi, a seconda delle stagioni, delle occasioni e dei gusti dei commensali. 
Un'ottima soluzione quando si rimane senza pane e non si ha voglia di andarlo a comprare, perché in poche ore può essere pronto. Parliamo di ore certo, è pur sempre un pane che necessita di lievitazione ma la lavorazione vera e propria è molto veloce e semplice: stendi riempi arrotoli e inforni! 
Si utilizzano due farine diverse (per questo "misto") una normale 00 e la farina di semola rimacinata di grano duro. A noi è piaciuto tanto e non vedo l'ora di provarlo anche con altri ripieni!

28 maggio 2016

Impasto per pizza e focaccia integrale

Che abbia una vera e propria passione per la pizza forse si era capito. Vi ho già lasciato la ricetta della mia pizza in teglia con la farina di grano tenero. Quella con la farina di semola di grano duro. Le pizzette da buffet che escono morbidose da morirci. La focaccia al rosmarino veloce. La focaccia di Recco. La focaccia farcita di Montersino.
All'appello manca la pizza con farina integrale. Mancava anzi, perché ora che l'ho provata e che all'unanimità è stata nominata la miglior pizza fatta finora, non posso fare a meno di condividerla con voi! In tempi di diete ma anche in ogni momento dell'anno, una pizza buonissima e molto digeribile. La consiglio vivamente.


21 aprile 2016

Pizza con sola farina di semola rimacinata

Era tempo che cercavo la ricetta di un impasto per pizza che prevedesse la semola rimacinata. Me lo sentivo forse che il risultato mi avrebbe messo in crisi. E così è stato. Ora non so più se mi piace di più la pizza come l'ho sempre fatta oppure questa. Ma propendo per la seconda opzione. 

La ricetta, come spesso accade, l'ho incontrata quasi per caso mentre curiosavo nel blog dei Fables de Sucre. E così sono fortunatamente "inciampata" in quella che loro chiamano "Focaccia del Levante". Se siete curiosi sull'origine del nome e su come la ricetta sia arrivata a loro non vi resta che fare un giro sul loro blog.

Vi racconto come ho fatto io, con la macchina del pane (ma come sempre riporto anche il procedimento tradizionale).
Ho mantenuto le proporzioni tra gli ingredienti, modificando le dosi in base alla mia teglia*, ho utilizzato solo 1g di lievito di birra disidratato e ho cambiato il condimento. Ho infatti utilizzato polpa di pomodoro e non pelati, aggiunto pochi cubetti di feta e omesso i capperi, che noi non amiamo particolarmente.

Il risultato, al di là del condimento che può essere variato a piacere, mi ha soddisfatto molto: una pizza alta, morbida con la crosticina croccante e saporita. Ma ecco la ricetta!

16 aprile 2016

Pull apart bread (pane smontabile) con pesto di spinaci e feta


Quando ho scoperto questo pane sono stata subito colpita sia dal nome curioso che dall'aspetto insolito. Mi sono quindi documentata e ho scoperto che la sua forma e il suo nome sono un invito alla convivialitá in quanto per mangiarlo è sufficiente "smontarlo", fettina dopo fettina, con le mani! Altra caratteristica che ha attirato non poco la mia attenzione. Non mi rimaneva che provarlo. 

Sono partita da questa ricetta interpretata dal blog Via delle Spezie e ho poi modificato le farine e il ripieno. Ho utilizzato infatti farina integrale e un ripieno un po' più ricco, sebbene leggero, costituito da un pesto di spinaci e da cubetti di feta, abbinamento classico e primaverile che rende questo pane ancora più goloso senza aumentare troppo le calorie. 


3 aprile 2016

Focaccia al formaggio (di Recco)


Non poteva mancare, in un blog goloso come il mio, la focaccia più golosa che ci sia! 
La conoscerete tutti, è la focaccia che prende il nome dalla località ligure dove è nata. Due fogli sottilissimi di pasta con stracchino o certosa all'interno. 

Quando ho provato a farla la prima volta sinceramente non pensavo di riuscirci. Ma, a dimostrazione del fatto che, con la ricetta giusta, tutto si può fare, mi è riuscita al primo colpo. 
La difficoltà, come immaginerete, sta tutta nella stesura della pasta. Per il resto davvero semplice e anche piuttosto veloce, vista l'assoluta mancanza di lievito. Niente lievitazione quindi, ma solo riposo. Un riposo piuttosto lungo è però molto importante per la buona riuscita e soprattutto vi renderà la vita più facile al momento di tirare la pasta.

30 marzo 2016

Treccia di brioche con soli albumi

Lo ammetto. Ho sbagliato. Eppure, quando ho tirato fuori dal freezer il bicchierino con gli albumi, mi sono detta "ricordati di pesarne solo 60 g prima di aggiungerli al resto". La scritta col pennarello sul bicchierino mi aveva avvisata: 150 g (5 albumi circa contro i 2 che avrei dovuto utilizzare, seguendo la ricetta di Simona).
Indovinate un po'?! Li ho versati tutti! 

Ora le alternative erano due: o buttavo via tutto e rinunciavo all'idea di preparare la brioche con soli albumi o provavo a sperimentare... E questo è il risultato del mio sbaglio... A volte da un errore esce qualcosa di buono. In questo caso veramente tanto buono!

Ovviamente ho dovuto ricalibrare anche la quantità di farina, mentre ho lasciato inalterata la quantità

5 marzo 2016

Torta salata lievitata ai carciofi

Ho da poco pubblicato una ricetta proposta dal mitico gruppo Re-cake, i Bagels, ed ecco un'altra  volta la sfida è al contrario! Eh sì questa volta i ruoli sono rovesciati: la proposta è la nostra e a sfidarsi saranno loro, le 6 amministratrici di Re-cake, che per una volta saranno giudicate da noi! 
Un gioco nel gioco, per festeggiare il compleanno di Re-cake 2.0! 
Cose che capitano solo in un gruppo fantastico come questo! 
E quindi ecco a voi la prima (e, speriamo, non l'ultima!) contro re-cake!!!

15 febbraio 2016

Cuore intrecciato con confettura di frutti di bosco

Lo so oggi è il 15 febbraio e San Valentino è passato. 
Non riuscirei mai ad aspettare San Valentino dell'anno prossimo per lasciarvi ricetta e foto, quindi faccio "l'alternativa" e, in un giorno in cui le mie colleghe food blogger stanno riponendo negli scaffali tutte le caccavelle cuoriciose, vi racconto la morbidezza e la dolcezza di questo cuore intrecciato. Diciamo che lo dedico a San Faustino va!

Direttamente dall'archivio del gruppo Re-cake un'altra di quelle ricette che non ero riuscita a realizzare per tempo ma che mi ero appuntata: la "Treccia alla confettura di pesca". Ho apportato alcune modifiche nel procedimento (ho utilizzato la macchina del pane), nella forma e nel riempimento, ma non nell'essenza. E ne sono molto soddisfatta.
Visto che ieri vedevo cuori dappertutto ho tirato fuori il mio stampo in silicone a cuore e ho preparato la merenda del nostro San Valentino. Ma se i cuori vi hanno stancato, lasciate la treccia così com'è o dategli la forma di ghirlanda. In ogni caso avrete una sorta di brioche sofficissima e dolcissima.

30 gennaio 2016

Danubio (salato) con farina integrale


                        
Un'altra prima volta. Il Danubio. 
Questa volta salato ma potete utilizzare lo stesso impasto anche per la versione dolce.
Ho scelto la ricetta che ho trovato on line sul sito di Cookaround, firmata da Luca. Ho modificato le farine inserendo una grossa percentuale di farina integrale di grano tenero. E ho finito il tutto con una spennellata di tuorlo, semi di sesamo e parmigiano grattugiato. E il risultato mi ha soddisfatta in pieno! L'impasto è molto morbido e il risultato soffice e leggero. 
Strappata la prima pallina di Danubio sarà difficile fermarvi! Abbondate più di me col ripieno perché le palline lievitate diventeranno belle cicciose e il ripieno ci sta eccome!!

11 gennaio 2016

Challah al miele con mele e mandorle




Ecco cosa serviva al mio giovane blog: un lievitato dolce. Toh, guarda caso, la sfida del mese del mitico gruppo Re-cake 2.0 è la Challah, il pane dolce del sabato,  il dolce preparato per onorare il giorno di festa del popolo ebraico.

E ancora una volta Re-cake mi spinge a scoprire una tradizione ed una ricetta che non conoscevo. Culture, usi e costumi religiosi si rispecchiano e si fanno spesso rappresentare dai cibi. 
La Challah ne è un esempio. E come tutte le preparazioni tipicamente ebraiche deve rispettare rigide regole negli ingredienti e nel procedimento.

Ma questo, Re-cake intendo, è un gioco.
Serio, professionale, didattico (almeno per me!) ma anche leggero e divertente. Le regole ci sono, ma sono quelle del gioco. Quindi non mi addentrerò nei principi che un ebreo osservante deve tenere ben presente nel cucinare il pane dello Shabbat.
Mi atterrò alla sfida del mese, la cui locandina recita così:

La Challah spiegata nel blog Re-cake

Il risultato mi ha davvero sorpreso per bontà, morbidezza, gusto equilibrato. 
Sono entusiasta di questa ricetta, e molto soddisfatta del mio Challah!
Rispetto alla locandina ho apportato solo una modifica alla farina (io un mix di farina 0 e farina integrale) e aggiunto la farcia a base di mele e mandorle.
Per formare le rose mi è stato molto utile il mini video di Giulia, una delle admin del gruppo.
A me è avanzato dell'impasto e così ho pensato di fare anche una piccola treccia a tre.
Ma vi riassumo tutto nel dettaglio, indicando le mie variazioni e aggiunte in corsivo sottolineato, per chiarezza.

Challah al miele, con mele e mandorle

INGREDIENTI (per una Challah di 24 cm di diametro)
500 g di farina (io ho utilizzato 415 g di farina 0 e 85 g di farina integrale)
10 g di sale
25 g zucchero semolato
9 g di lievito secco attivo (io 7 g)
1 uovo grande
40 ml di olio vegetale
40 g miele
60 ml di acqua tiepida (io circa il doppio, dipende dalla farina che utilizzerete)
2 cucchiai di miele diluito con 1 cucchiaio di acqua bollente
Per la farcia (aggiunta mia)
1 mela
2-3 cucchiai di marmellata di albicocche biologica
una manciata di mandorle spelate.

Per la treccia (fuori gara, con l'impasto avanzato)
2 cucchiai di marmellata di albicocche biologica
cannella in polvere q.b.
qualche mandorla come decorazione
1 cucchiaio di miele diluito con un goccio di acqua bollente per la glassa.

PROCEDIMENTO
Ho utilizzato per l'impasto la mia ormai inseparabile macchina del pane, quindi inserito ingredienti liquidi, sale, zucchero, olio, miele, successivamente farina e per ultimo il lievito. Programmato quindi l'impasto per dolci che prevede un'ora di lievitazione.

Il procedimento classico prevede invece di setacciare la farina nella ciotola, aggiungere il sale e mescolare bene. Aggiungere il lievito e mescolare ancora fino a quando sarà completamente incorporato. Aggiungere lo zucchero, l'uovo, l'olio e il miele e impastare.



Aggiungere gradualmente l'acqua fino a quando l'impasto è morbido. Come dicevo nel mio caso mi sono accorta che l'acqua indicata (60 ml) era insufficiente e ne ho aggiunta poca per volta fino a quando l'impasto non mi è sembrato sufficientemente idratato ma non appiccicoso (in questo vado molto a occhio!).
Sempre in assenza della macchina per il pane, per la prima lievitazione, ungere una ciotola con un po' olio, formare una palla con l'impasto, ungere leggermente anche l'impasto, coprire con pellicola e lasciare lievitare fino al raddoppio, circa un'ora, un'ora e mezza.

Nel frattempo ho preparato la mela. L'ho lavata, tolto il torsolo e, senza sbucciarla, tagliato con una mandolina a fettine sottilissime che ho poi tenuto a mollo in poca acqua e limone per non farle annerire.

Rivestire una teglia con carta da forno e ungere i lati.
Mettere al centro della teglia un coppa pasta di 5 cm di diametro (io non avendolo ho utilizzato uno stampino per mini- crostatine un filino più grande)
Terminata la prima lievitazione, dividere l'impasto in 2 parti uguali e stendere ogni parte fino a quando non si raggiunge uno spessore di mezzo cm (o anche meno, io intorno ai 2 mm)


Con un coppa pasta, ricavare dei cerchi di circa 12 cm di diametro (io un taglia biscotti da 10 cm)
Per fare le rose: prendere quattro cerchi (che io ho spennellato con la marmellata) e metterli in fila (alternandoli con una fettina sottile di mela nel mio caso, come da foto) uno sopra l'altro, affinché ogni cerchio si sovrapponga a quello sotto di esso in parte e, a partire dal cerchio più in basso, arrotolare la pasta a formare un cilindro. 
Per stringere il cilindro, rotolare delicatamente sulla superficie di lavoro.


Usando un coltello affilato, tagliare il rotolo a metà. Posizionare ogni pezzo, con il lato piatto verso il basso nella teglia, lasciando circa 2-3 cm tra loro.
Ripetere i passaggi precedenti per fare abbastanza rose per riempire la teglia. Potete posizionare ora una mandorla al centro di ogni rosa ( io qui mi sono dimenticata e l'ho fatto dopo).


Come dicevo sopra, mi è avanzato dell'impasto ed ho pensato di farne una treccia composta da soli tre filoncini di pasta. Ho tirato i cilindri di pasta, li ho appiattiti con il mattarello, spennellati di marmellata e cosparso di un poco di cannella. Arrotolati nuovamente a riformare il cilindro e quindi intrecciati. Posizionato in uno stampo piccolo da plumcake. Inserito qualche mandorla e messo a lievitare.



Coprire e lasciare lievitare entrambe al caldo (io forno spento con luci a accesa) per 30-40 minuti.
Ecco la mia dopo la seconda lievitazione:



Scaldare il forno a 180 °C. Nella Challah di rose ho messo le mandorle prima di infornare. Cuocere per 20-25 minuti fino alla doratura (utilizzare un foglio di alluminio appoggiato sopra in caso dovesse colorire troppo troppo in fretta).



Durante la cottura, preparare la glassa: mescolare il miele con l'acqua bollente. Quando la Challah è cotta spennellarla con la glassa di miele.




Lasciare la Challah a raffreddare un po' e poi toglierla dalla teglia usando un coltello affilato e spostare delicatamente su una gratella a raffreddare completamente.






È meglio mangiare la Challah lo stesso giorno in cui si fa (e vorrei vedere chi riesce a resistere!!) tuttavia, può essere preparata prima, avvolta nella pellicola e congelata per un mese.



Se non si amano i dolci troppo dolci , evitare la glassa di miele e spennellare la Challah con un uovo diluito con un cucchiaio di acqua appena prima della cottura.


Grazie alle ragazze Re-cake per avermi fatto scoprire questa ricetta!!  Alla prossima sfida!! :)

Elena.


5 gennaio 2016

Focaccia farcita di L. Montersino


Ancora Montersino. Ebbene si. Ancora una di quelle ricette da segnare, provare e riprovare in tutte le varianti che possono passare per la testa!
La base è una focaccia, da stendere in due strati, piuttosto alta ma morbida all'interno e croccantina all'esterno. Una bontà!
Tra i due strati la farcia. Quella suggerita dal Maestro è costituita da tonno e scamorza. Io qui ho ridotto un pò il tonno, e aggiunto una salsina di peperoni preparata al momento da me. Praticamente è diventata un piatto unico ma davvero ci è piaciuta tantissimo!
Ho anche leggermente modificato il procedimento visto che mi sono avvalsa, per l'impasto, della macchina del pane.
Vi indico sia la ricetta tratta dal libro "Le mie torte salate" con il procedimento indicato che le mie modifiche.
Provatela,  con la farcia che vi ispira di più, ne sarete piacevolmente sorpresi, proprio come è successo a me!

4 novembre 2015

Focaccia al rosmarino (impasto nella macchina del pane)


Da poco mi hanno regalato la macchina del pane.
Uno dei miei primissimi esperimenti è stata la focaccia. 
Non che non mi soddisfacesse la ricetta (questa) della focaccia con l'impasto a mano che utilizzo di solito quando faccio anche la pizza.
Ma la curiosità di fare un esperimento nuovo con queste "due braccia meccaniche" come aiuto e con tempi un pò ridotti rispetto al mio solito metodo mi hanno spinta a provare. 

Trovo comunque una bella cosa non sporcare tutta la cucina di farina, e lasciare lievitare nella camera della mdp credo vada a vantaggio del risultato finale.
Dopo qualche tentativo andato così e così ho finalmente trovato la ricetta che mi ha avvicinato davvero molto ad un risultato da panetteria! La mia ispirazione l'ho trovata qui e devo dire che non ho dovuto modificare praticamente nulla!


L'impasto crudo, per questa preparazione che permette di ottenere una crosticina croccante e un interno morbido, risulta molto idratato quindi piuttosto appiccicoso e di non facile manovrabilità. Per questo la mdp è stata davvero una manna!

In quasi tutte le macchine del pane vanno inseriti nella vaschetta prima i liquidi e poi le farine. Verificate comunque con le istruzioni della vostra mdp.

Vi indico le dosi nell'ordine in cui le ho inserite nella mia mdp.

FOCACCIA AL ROSMARINO CON LA MDP
Per una teglia 22×34 cm circa

Acqua 240 ml tiepida
Lievito 12,5 g (o mezza bustina di lievito di birra disidratato)
Miele 1 cucchiaino (o stessa quantità di zucchero o malto)
Farina 00 200 grammi
Farina Manitoba 200 grammi
Olio 4 cucchiai
Sale 1 cucchiaino colmo

Per la finitura:
Olio evo e acqua in parti uguali (3 o 4 cucchiai per uno) per l'emulsione
Sale grosso e rosmarino fresco

Ho sciolto il lievito nell'acqua tiepida e mescolato bene con il miele.
Versato nella vaschetta della mdp, aggiunta la farina setacciata, l'olio e infine, in un angolino, il sale.

Quindi ho utilizzato il programma per impasto della durata di 1 ora e 30 minuti, che comprende impasto e prima lievitazione.

Finito il tempo, ho rovesciato l'impasto direttamente nella teglia unta, aiutandomi con una spatolina.
Ho steso quindi delicatamente la pasta in modo da ricoprire tutta la teglia.
Le mani appena bagnate vi aiuteranno, vista la consistenza piuttosto molliccia. Ho quindi coperto con pellicola trasparente e lasciato lievitare al riparo da luce e spifferi per circa un'ora (l'impasto deve raddoppiare il suo volume)

Ho acceso il forno a 200 gradi.

Passato il tempo della seconda lievitazione, ho ripreso la teglia e ho praticato con le dita i classici buchi. Ho quindi spennellato per bene con l'emulsione di acqua e olio.


Spolverato di sale grosso (due pizzichi circa) e cosparso di  pochi aghi di rosmarino.
Ho lasciato cuocere per 25 minuti circa. La superficie deve essere ben dorata.
Se notate che dopo la cottura la superficie si è asciugata troppo potete spennellare con un altro pò di emulsione.

Lasciate intiepidire quindi tagliare a fette e servire ancora tiepida.


Buon appetito!
Elena







5 ottobre 2015

Pizza o focaccia in teglia nel forno di casa


Scoprire di aver finito il lievito troppo tardi per correre al super. Intestardirsi e provare lo stesso. Tanto ho trovato una ricetta che funziona lo stesso anche senza lievito. Ehmm.. ma anche no.
Almeno non a me.
E poi ancora. Troppo cruda. Troppo cotta. Troppo alta. Troppo sottile. Non ci siamo fatti mancare nulla. A rotazione ho accontentato (o scontentato) ogni commensale.

A furia di tentativi però una ricetta buona,  che ha messo d'accordo tutti e che è passata anche all'esame più duro (quello del mio compagno che notoriamente non ama alla follia la pizza e di conseguenza è ipercritico)... l'ho trovata.

Dosi prese nell'etere molto tempo fa (e per questo chiedo perdono ma non ricordo più la fonte) e procedimento frutto di aggiustamenti successivi.

Con queste dosi in genere preparo due teglie grandi da forno (32×35-37) di pizza e una teglia rotonda diametro 24 cm di focaccia. La differenza sta nello spessore con cui la stendo. La focaccia la lascio più alta, circa un dito e seguo i pochi passaggi che vi indico sotto.

IMPASTO PER PIZZA E FOCACCIA

INGREDIENTI (per 6 persone)

1 kg farina 0 per pizza
540 g acqua a temperatura ambiente (potrebbe servirne un pò di più o di meno a seconda della farina utilizzata)
20 g sale
20 g olio e.v.o.
7-8 g lievito di birra fresco (o 2 g di lievito di birra disidratato)
10 g zucchero
Poca farina di semola rimacinata per lavorare l'impasto.

PROCEDIMENTO 

L'impasto.
Verso la farina 0 in una capiente ciotola.
Sciolgo il lievito con poca acqua prelevata dal totale insieme allo zucchero.
Sciolgo il sale con un altro poco d'acqua e metto da parte per ora.
Faccio la classica fontana con la farina e verso al centro il lievito disciolto.
Inizio ad impastare partendo dal centro e agglomerando poca farina per volta. Aggiungo poca acqua man mano.
Quando il lievito è ben amalgamato alla farina unisco il sale sciolto precedentemente e aggiungo la rimanente acqua. 
L'acqua: come ho già indicato sopra potrebbe servirne un pò di più o di meno, tenetela accanto e fermatevi quando vedete che la farina è ben assorbita ma l'impasto non troppo appiccicoso.
Infine unisco l'olio e impasto fino ad assorbimento.
A questo punto spolvero il tavolo da lavoro con poca semola rimacinata e impasto ancora fino a quando non ottengo una palla liscia.

Prima lievitazione.
Faccio lievitare in una grande ciotola poco unta (spennello appena) l'impasto così ottenuto, inciso con la classica croce e spennellato di poco olio in superficie. Ripongo a lievitare in luogo riparato da spifferi (o in credenza o nel forno spento con la sola lucina accesa) e coperto con un panno umido (o pellicola trasparente a contatto e un panno a coprire) per un tempo di 6-7 ore (preparo l'impasto in mattinata per avere la pizza pronta a cena).

Seconda lievitazione.
Una volta trascorso il tempo della prima lievitazione prendo l'impasto facendolo scivolare sul piano di lavoro con un leccapentola.  Rilavoro appena per formare un cilindro che dividero' nelle porzioni (nel mio caso due più grandi e una più piccola per la focaccia)
Lavoro velocemente ogni panetto impastandolo ancora un pochino. Faccio delle palle con le porzioni e sistemo direttamente al centro delle teglie scelte, già spennellate d'olio evo, senza stendere ancora l'impasto.
Copro e ripongo a lievitare ancora un'ora abbondante.

Nel frattempo preparo i condimenti.
Se utilizzo mozzarella la taglio a fettine e la metto a scolare dopo averla strizzata con le mani (se no in cottura rilascerà troppi liquidi e "annacquera'" l'impasto).
Preparo la salsa con pomodoro passato o pelati schiacciati con una forchetta, poco sale, olio evo e origano. Mescolo e tengo da parte.
Preparo l'emulsione per la focaccia con 2-3 cucchiai d'olio, 2-3 cucchiai d'acqua (quantità olio=quantità acqua) un pizzico di sale e aghi di rosmarino. Giro bene e lascio da parte.

Trascorso il tempo riprendo le teglie e stendo finalmente il mio impasto solo con le mani, partendo dal centro e tirando delicatamente con le dita fino a riempire la teglia in uno strato il più possibile uniforme lasciando il bordo tutto intorno più alto.
Condisco col pomodoro le pizze e sulla focaccia faccio i classici buchini con le punte della dita. Cospargo la focaccia con l'emulsione preparata e qualche granello di sale grosso.



COTTURA FOCACCIA:
Inforno a 200-250 gradi nel secondo ripiano dal basso del forno statico per un tempo variabile tra i 15 e i 25 minuti a seconda dello spessore ottenuto. 
Tenete conto che con una teglia come la mia, di diametro 24 cm,  vengono giusto 6 fettine (per uno stuzzichino aspettando la pizza!)

COTTURA PIZZA:
Inforno nel secondo ripiano dal basso del forno che avro' preriscaldato a 250 gradi (o alla massima temperatura che il vostro forno permette) per 12-17 minuti, fino a quando il bordo inizia a prendere un pò di colore (appena appena).
Quindi tolgo la teglia e inserisco la mozzarella o altri condimenti a piacere.
Inforno nuovamente fino a cottura nel ripiano intermedio facendo attenzione a che la mozzarella si sciolga ma non bruci. A me servono altri 7-10 minuti.

NOTE:
- Sì può utilizzare anche una farina 00 o meglio una miscela di farina 00 e Manitoba al 50%.
- La mia seppur breve esperienza mi ha insegnato che meno lievito si mette, più a lungo si fa lievitare e meglio è (con i tempi indicati si potrebbe azzardare anche una quantità di lievito minore a mio avviso ma già così vi assicuro che non si sente gusto di lievito ed è molto digeribile)
- con i condimenti potete sbizzarrirvi. Ad esempio potete grigliare delle verdure in anticipo e tenerle in frigo pronte per farcire le vostre pizze!
Io aggiungo sempre, in una parte, qualche pezzetto d'acciuga sott'olio.
- ho sperimentato, in un secondo tempo, l'impasto nella macchina del pane con le stesse dosi e ingredienti (inserendo prima l'acqua e l'olio, il sale, lo zucchero, le farine  ed infine il lievito in una fossetta ricavata nella farina).
Al termine del programma di un'ora e mezza per solo impasto e prima lievitazione, proseguo con la seconda lievitazione come spiegato sopra facendo però lievitare i panetti già suddivisi più a lungo: 2-3 ore circa.  Dopodiché seguo lo stesso procedimento indicato sopra per la stesura e la cottura. 
Con l'utilizzo della macchina del pane quindi riduco di molto i tempi di realizzazione in quanto la lievitazione nella cella della macchina a mio avviso accelera la crescita dell'impasto.

I pizzaioli provetti non me ne vogliano... questa è la mia umile versione che volevo condividere e appuntarmi perché finora la meglio riuscita a casa mia.

Buona pizzata!!
Elena.