Ricetta tipica dell'Emilia Romagna lo (o il, mi dicono) gnocco fritto è una golosità che assolutamente volevo provare. Li avevo assaggiati qua e là (anche in Piemonte alcuni ristoranti li propongono con gli antipasti affettati) e non vedevo l'ora di mettere le mani in pasta e farli da me. Beh la soddisfazione è stata tanta soprattutto perché li ho preparati per una serata tra amici e, come spesso mi capita, ho rischiato molto, con una ricetta che provavo per la prima volta.
Per non saper né leggere né scrivere, tra la moltitudine di ricette che avevo scovato nel web, mi sono affidata al buon caro Giallo Zafferano e non me ne sono pentita. Ho solo trovato necessario aggiungere poca acqua ma, si sa, quando si tratta di lievitati le varianti che incidono sulla buona riuscita dell'impasto sono davvero tante e alla fine bisogna regolarsi un po' "a occhio".
Per chi ancora non conoscesse lo gnocco fritto trattasi di pasta di pane nel cui impasto viene aggiunto strutto, viene stesa sottile pochi mm e ritagliata a rombi per poi essere fritta in olio profondo (o strutto). In cottura la pasta si gonfia creando le caratteristiche bolle e lasciando l'interno vuoto. Lo gnocco si apre in due proprio come un panino e si farcisce con salumi e formaggi a piacere.
Gli gnocchi fritti si servono come aperitivo o antipasto. Ma attenzione uno tira l'altro e si rischia di iniziare e concludere il pasto con loro!! Consiglio spassionato: fatene tanti!



