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31 gennaio 2015

Pancakes senza uova e senza burro


Da quando ho scoperto questi pancakes non son più tornata indietro.
Sono facili e veloci da preparare.
Richiedono pochi ingredienti che in casa non mancano mai e niente uova o burro.
Questo mi permette di concedermi abbastanza spesso una colazione golosa senza troppi sensi di colpa☺.

La ricetta l'ho trovata qui girovagando nel web in una mattina di crisi d'astinenza da zuccheri e col frigo sprovvisto di uova...
Di necessità  virtù, dico sempre... :P

INGREDIENTI per 2-3 persone
Farina 00 200 g
Zucchero semolato 2 cucchiai
Sale un pizzico
Lievito per dolci 2 cucchiaini rasi
Aroma vaniglia
Latte intero fresco 300 ml circa

Per la copertura: sciroppo d'acero o miele o marmellata o crema di nocciole, ecc..

PREPARAZIONE
In una ciotola versare la farina, lo zucchero, il sale, la vaniglia ed il lievito. Aggiungere il latte poco per volta, potrebbe servirne di più o di meno a seconda dell'assorbimento della farina. Mescolare con una frusta a mano fino ad ottenere un composto senza grumi e della consistenza simile a quella dello yogurt.


Preparare un pentolino dal fondo spesso e spennellarlo appena con un filino d'olio.
Farlo scaldare sul fuoco dolce e passare un pezzo di carta da cucina per assorbire l'unto in eccesso.  Versare quindi il composto nel tegame ben caldo, a cucchiaiate (io utilizzo un piccolo mestolo) lasciandolo cadere al centro del tegame e non toccandolo fino a quando non si formeranno dei piccoli crateri in superficie (serviranno pochissimi minuti).


A questo punto girare con una paletta delicatamente e far cuocere anche dall'altra parte. Controllare la cottura alzando con una paletta un lembo del pancake. Passare quindi al successivo. 


Impilare i pancakes uno sull'altro nel piatto di portata e cospargere con sciroppo d'acero, miele, marmellata, crema di nocciole o quanto la fantasia ed il vostro gusto personale vi suggeriscono.


Buona colazione! ;)
Elena.

29 gennaio 2015

Gnocchi alla romana



L'oro, nel mio podio personale di gusto (ma anche di riuscita) se lo aggiudicano i dolci. Forse si era capito.
Argento a pari-merito: pizze, focacce, torte salate, finger food e antipasti. E anche che fossi golosa non è una grossa novità.
Un bel bronzo ai primi piatti. Non proprio tutti... ma quasi! Questo si, decisamente, per esempio.

E' uno di quei primi che mangerei tutti i giorni senza stancarmi. 
Semplicissimo e veloce da realizzare. Divertente da comporre. Pratico: si può preparare in anticipo e conservare in frigo fino all'utilizzo. Goloso. Appunto.
Se non vi siete mai cimentati in questa preparazione vi consiglio di non perdere l'occasione... e allora, gnocchi alla romana siano!

INGREDIENTI (per 6 persone)
250 g di semolino
1 litro di latte
40 g di burro + un poco per spennellare la teglia + 20 g per i fiocchi
2 tuorli
120 g di parmigiano grattugiato + qualche cucchiaio per la superficie
sale
noce moscata
un cucchiaio di pangrattato

PREPARAZIONE
Mettere sul fuoco moderato il latte, il burro, un pizzico abbondante di sale e la noce moscata grattugiata.
Quando il latte bolle versare a pioggia il semolino mescolando continuamente ed energicamente con una frusta a mano, fino a quando l'impasto non si addensa e inizia a staccarsi dalla pentola.
A questo punto allontanare dal fuoco, lasciare intiepidire qualche minuto e quindi aggiungere i due tuorli e il parmigiano (i 120 g) fino ad ottenere un composto omogeneo. Assaggiare e aggiungere sale se necessario.

Bagnare e strizzare un foglio di carta forno e adagiarlo sulla leccarda dove andremo a stendere l'impasto, con l'ausilio delle nostre manine bagnate, fino allo spessore di 1 cm.


Far raffreddare completamente.
Con un coppapasta o un bicchierino (nel mio caso) del diametro di 5 cm ricavare i dischetti di semolino.


Per facilitare questa operazione io mi preparo un piattino con poco olio in cui intingo il bordo del bicchiere prima di ogni taglio. In questo modo i dischi si staccano bene (i miei qui non sono proprio perfetti perchè non ho aspettato che l'impasto fosse ben freddo).

Adagiare i nostri gnocchi, sovrapponendoli in parte uno sull'altro, in una pirofila precedentemente spennellata con il burro.


Cospargere con qualche cucchiaio di parmigiano e/o altro formaggio grattugiato, i restanti 20 g di fiocchetti di burro e una leggera spolverata di pangrattato.

Infornare a 200° per circa 20 minuti, fino a quando non si sia formata una bella crosticina dorata e croccante.


NOTE:
- Non sono romana, quindi vogliate perdonarmi se la ricetta riporta errori o imperfezioni rispetto all'originale ma è liberamente interpretata dalla sottoscritta!
- Se volete prepararli in anticipo potete conservare la pirofila già pronta con la pasta cruda coperta da pellicola in frigo fino a due giorni. All'occorrenza cospargere con formaggio, pangrattato, fiocchi di burro e infornare!
- i ritagli di impasto avanzato si possono tranquillamente impastare nuovamente e utilizzare per una teglia "di riserva"! ;)
- Nelle foto vedete metà porzione, quella che ho preparato solo per me e il mio compagno, tranquilli con le dosi indicate ve ne usciranno ben di più!


Buon appetito!! Elena.








28 gennaio 2015

Lemon meltaways


Sono in cima alla mia lista di articoli da pubblicare da quando ho deciso di aprire il blog.
Volevo rifarli appositamente, per mettere qualche foto in più. Ma prima le feste natalizie poi un compleanno in famiglia mi hanno presa totalmente per i preparativi e quindi... 

Eccomi qui, solo ora, a presentarvi i famosi lemon meltaways, i biscotti agli agrumi (questi sono al limone, ma potete usare arance o lime seguendo le stesse indicazioni) che mi ha fatto conoscere l'arabadelmiocuor (Stefania, alias araba felice in cucina), che ormai avrete capito è la mia guru ufficiale! :D
E' da lei che ho trovato infatti la ricetta perfetta per questi pasticcini (si perchè più che biscotti sembrano proprio delle vere e proprie paste friabili e scioglievoli in bocca!). 

I biscotti sono tipicamente inglesi, la ricetta che appunto io ho rubato da lei, è di Martha Stewart.
Vi riporto direttamente le dosi raddoppiate rispetto alla ricetta suddetta perchè è quella che adotto e, sinceramente, mi sembrano sempre ancora troppo pochi! :D
In rete troverete diverse versioni alcune simili altre riportano quantità completamente diverse, ma potete credermi che, se proverete questa, non vi verrà la curiosità di provarne altre ;)

INGREDIENTI
Per circa 25/30 biscotti (a seconda di quanto li farete grandi)

170 g di burro freddo
40 g di zucchero a velo
buccia grattugiata di due limoni (media grandezza)
4 cucchiai di succo di limone appena spremuto
240 g di farina
2 cucchiai di maizena
mezzo cucchiaino scarso di sale
poco estratto di vaniglia, facoltativo
altro zucchero a velo, per ricoprirli

PROCEDIMENTO
Ridurre il burro con lo zucchero a crema, con uno sbattitore elettrico (o con la planetaria). Occorreranno minimo cinque minuti per avere una bella crema gonfia a chiara.
In una ciotola mescolare farina e maizena.
Unire alla crema di burro la buccia grattugiata degli agrumi, il succo, l'estratto di vaniglia ed il sale.
Dopodichè aggiungere le farine con le fruste a bassa velocità (per chi ha la planetaria può usare il gancio K, io in questa fase utilizzo i ganci per impasto di un normalissimo sbattitore elettrico)
Si ottiene un impasto molto morbido.


Aiutarsi con la carta forno per sagomarlo, formando due cilindri del diametro 3-4 cm.


Avvolgere i due cilindri ognuno nella stessa carta forno utilizzata per dare loro forma e mettere in freezer per almeno due ore. 
Potete ovviamente prolungare il tempo di riposo in freezer fino a quando vi fa comodo, programmando poi il tempo di scongelamento in frigo oppure cuocendo direttamente, dopo il taglio, prolungando leggermente i tempi di cottura. 

Il taglio. Con un coltello a lama liscia tagliare delle "fette" di cilindro dello spessore di circa 1 cm e posizionarli sulla teglia coperta con carta forno.

Cuocerli subito (non far riscaldare troppo la pasta a temperatura ambiente perchè perderebbero la forma in cottura) in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 13 minuti. Saranno comunque pronti quando i bordi cominceranno a dorarsi (solo i bordi, i biscotti dovranno rimanere chiari).

Lasciare intiepidire i biscotti per una decina di minuti fuori dal forno e procedere quindi a passarli nello zucchero a velo. Io li passo uno per volta per paura di romperli, ma mi dicono che funziona anche inserirli in un sacchetto per alimenti con lo zucchero a velo , chiudere bene e agitare (come si fa con il pandoro, per intenderci!)

Conservare in un contenitore di vetro o di latta (così conservati durano fino a due settimane!).













9 gennaio 2015

Torta all'arancia e mandorle senza farina

Una torta che non è una torta. Non nel senso classico del termine. 
Non è nemmeno un budino.
La verità sta nel mezzo, come sempre. Quasi un dolce al cucchiaio.
L'arancia la fa da padrona. La mandorla la rende golosa e la completa.
È un dessert sorprendente, anche nella preparazione, semplicissima e originale. 
Si, perché per farlo dovrete bollire due grosse arance per circa due ore. Ma non fatevi scoraggiare da questo, non richiede alcuna fatica, solo un minimo di organizzazione. 
E mentre le arance cuociono senza bisogno di cure, voi potete fare cio' che volete! ;)

La torta ha origini sefardite ed è un dolce caratteristico dei giorni di festa nelle comunità ebraiche che fanno parte di questa etnia. L'ho scoperta tramite Paola del blog Ammodomio tempo fa e mi è rimasta nel cuore.
L'ho quindi scelta come torta del pranzo di Natale quest'anno per diversi motivi.

Per il gusto e per la consistenza, che adoro! 
Per il predominante sapore dell'arancia associato alle mandorle, sapori "natalizi" per eccellenza nel mio immaginario.
Per l'assenza della farina che lo rende adatto a chi purtroppo deve fare i conti con la celiachia.
In più perche', preparata in anticipo e fatta riposare una notte in frigo, a mio parere è ancora più buona e questo la rende adattissima ai pranzi o alle cene importanti ;)

Ma voi non aspettate una ricorrenza per prepararla. E' davvero semplice da realizzare e, indipendentemente da quante bocche avrete da sfamare, fidatevi non ne rimarrà nemmeno una briciola.


INGREDIENTI
2 grosse arance non trattate
6 uova intere
250 g di zucchero
250 g di mandorle pelate (va bene anche la farina di mandorle)
1 cucchiaino di lievito in polvere
vaniglia

PREPARAZIONE
Lavare bene le arance, porle in una casseruola con abbondante acqua e portare ad ebollizione. 
Lasciar bollire a fuoco moderato per circa due ore, fino ad ottenere dei frutti molto morbidi.
Trascorso il tempo necessario scolare e portare a temperatura ambiente. 

Portare il forno a 180° C.
Preparare la teglia (vedi nota in fondo) cospargendola bene con burro e farina. Se si vuole un dolce gluten free ricordarsi di utilizzare in questa fase farina di riso o altra farina senza glutine.

Tagliare le arance (intere, anche con la buccia) a pezzi, eliminare eventuali semi e inserire nel mixer o in un frullatore. Ridurre a crema liscia e omogenea.


Se utilizzate le mandorle pelate intere, tritarle con 50 g di zucchero - prelevati dal totale- in modo da ottenere una farina. Se invece utilizzate la farina di mandorle già pronta passate alla fase successiva.

Montare bene, con delle fruste elettriche, le uova con la vaniglia e con i restanti 200 g di zucchero, (se utilizzate la farina di mandorle, utilizzare tutti i 250 g di zucchero previsti) in una ciotola capiente.

Unire poi a mano, con una spatola, prima la farina di mandorle con il lievito e poi la crema di arance. 

Versare nella teglia, infornare e cuocere per circa 60 minuti.
La torta sarà cotta quando i bordi inizieranno a staccarsi dalle pareti della teglia.
A questo punto togliere dal forno e lasciare raffreddare completamente a temperatura ambiente prima di sformare.


NOTE:
Paola indica una teglia del diametro di 24-26 cm. Io ho utilizzato una teglia dai bordi alti molto svasati, che alla base ha diametro 22 e all'estremità 26 cm perchè volevo ottenere lo stesso suo effetto "a tronco di cono", e direi che ci sono riuscita! :)
- Cospargere di zucchero a velo solo prima di servire, perchè essendo molto umida tenderà ad assorbire lo zucchero e a farlo "sparire".
- Si può servire con un ciuffo di panna montata o mascarpone, come suggerisce lei... ma io la trovo perfetta così com'è!
- La sua particolare consistenza fa si che si conservi in frigo anche qualche giorno rimanendo intatta.

Buona dolce giornata, Elena.


3 gennaio 2015

Lebkuchen, i biscotti speziati ricoperti di cioccolato



Per il mese di dicembre (lo so che è già passato, ma sono riuscita ad arrivare solo ora!) le cinque super ragazze del gruppo fb Re-cake wants you hanno pensato di farci cimentare nella realizzazione di questi biscotti, tipicamente tedeschi, molto adatti al periodo, in quanto contengono ingredienti che sanno di festa: il marzapane, le spezie, gli agrumi canditi e infine l'immancabile copertura con cioccolato fondente nero e bianco!
Io li ho preparati prima di Natale, confezionati in sacchettini, come vedete, e regalati (ma anche mangiati, perchè sono troppo buoni!)
Sono molto semplici da realizzare, l'unica difficoltà che ho incontrato è stato il reperire tutte le spezie! 
E' stata anche la mia prima volta con il marzapane, che ho deciso di fare da me, ma se non avete tempo o voglia, lo trovate al supermercato, confezionato in panetti da 200 g.
Per quanto riguarda la base "croccantina", che rigorosamente deve essere presente, ho utilizzato delle ostie da 6 cm di diametro che ho trovato in farmacia.

L'ispirazione questa volta me l'ha data Sara del blog Dolcizie.
Questa la locandina di Re-cake 14:


INGREDIENTI
200 gr di marzapane
200 gr di zucchero
50 gr di scorze candite di arancia tagliate a pezzettini (nella ricetta originale erano scorze di limone)
4 albumi
50 gr di mandorle macinate
50 gr di nocciole macinate
100 gr di farina 00
2 cucchiai di spezie per Lebkuchen (vedi sotto)
1/2 cucchiaino di sale fino
un pizzico di bicarbonato di sodio diluito in un cucchiaino di acqua
40 cialde di riso o ostie (rotonde di diametro 5cm - io ostie da 6 cm)
100 gr di cioccolato bianco
100 gr di cioccolato fondente

Per il mix di spezie per LEBKUCHEN:
2 cucchiai di cannella macinata
2 cucchiaini di chiodi di garofano macinati
1/2 cucchiaino di pepe nero macinato
1/4 di cucchiaino di noce moscata
1/2 cucchiaino di coriandolo macinato
1/2 cucchiaino di cardamomo macinato
1/2 cucchiaino di zenzero macinato
1/2 cucchiaino di semi di anice macinati 

Lebkuchen - lacucinadinuccia.blogspot
PREPARAZIONE:
Preparate il mix di spezie, unendo le quantità indicate tutte insieme e macinandole fino ad ottenere una polvere.
Se, come me, volete preparare il marzapane in casa vi consiglio questa ricetta che ho trovato davvero semplice e veloce. Il marzapane, di cui peraltro sono ghiotta, secondo me era perfetto! 
L'unico consiglio che mi sento di darvi è di tenervi accanto un bel pò di zucchero a velo perchè potrebbe essere necessario, in fase di impasto, aumentare parecchio la dose indicata per non ottenere un panetto di marzapane troppo appiccicoso. Regolatevi poco alla volta, fino a quando vi sembra di avere la giusta consistenza e le mani non si appiccicano all'impasto.

Unite quindi albumi, marzapane, zucchero e sale, mescolando con una spatola, fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Aggiungete le scorze a pezzetti dell'agrume prescelto.

In un'altra ciotola mescolate la farina setacciata con le mandorle e le nocciole tritate, quindi unitevi i due cucchiai di spezie per Lebkuchen.
A questo punto versate poco alla volta, amalgamando bene ogni volta, le polveri nel composto di marzapane e uova. 
Infine aggiungete il bicarbonato sciolto in un cucchiaino di acqua e mescolate ancora.
Inserite ora l'impasto ottenuto in una sac à poche.

Preparate le teglie: ricopritele di carta forno leggermente umida, così aderirà e non farà spostare le ostie, che andranno posizionate leggermente distanziate una dall'altra.
Versate al centro di ogni ostia un pochino di impasto, lasciando qualche millimetro dal bordo libero in quanto durante la cottura i biscotti si allargheranno. Cucinate a 180° per circa 15 minuti. 
Così apparivano i miei appena usciti dal forno.

Lebkuchen all'uscita dal forno - lacucinadinuccia.blogspot

Fate raffreddare  i vostri biscotti su una griglia prima di procedere con la copertura di cioccolato (che farete sciogliere a bagnomaria e verserete sui Lebkuchen aiutandovi con un cucchiaino). 
Fate asciugare bene il cioccolato e... gustate questa delizia!! :) 
Buon anno a tutti! Elena.

Lebkuchen, l'interno - lacucinadinuccia.blogspot








15 dicembre 2014

Crostata al cioccolato con granella di nocciole


Avrei voluto riempirvi di ricette in questo dicembre. Per il mio primo Natale da blogger.
Ho fatto una lunga lista di ricette che adoro e che secondo me sono adatte per questi giorni di festa che ci attendono.
Poi il computer (che già normalmente mi fa impazzire!) decide di spegnersi.
Così senza preavviso. Grrrrr....

Alla fine, per fortuna, è bastato un alimentatore nuovo a farlo ripartire. Per quanto, non si sa.
Probabilmente è pieno di virus di ogni tipo perchè dire che è lento è un eufemismo.

La lista è ancora lì. Prima o poi, pc permettendo, vi scriverò tutto. Magari anche dopo le feste. Ecco.
Per ora vi lascio questa torta, che io ho scoperto già da tempo nel blog della mia amica Monica di "Un biscotto al giorno" (di cui ho già avuto modo di parlarvi qui e che ringrazio per l'ennesima volta!)

Ho seguito passo passo. Già fatta e rifatta. Viene sempre bene! Unica modifica, quest'ultima volta, l'inserimento della granella di nocciole tra la frolla e lo strato cremoso.
Secondo me una delle torte più buone e golose che abbia fatto finora!
Ma passo subito a raccontarvi la ricetta!


Pasta frolla al cacao
Farina 250gr
Burro 125gr
Zucchero 120gr
Uovo 1
Sale 1 pizzico
Cacao 20gr
Inserire in una ciotola la farina e il burro a temperatura ambiente. Lavorare con le dita (o due coltelli) fino ad ottenere un composto sabbioso. Comporre la classica fontana con la farina, facendo un buco al centro e inserendo l'uovo, lo zucchero ed il sale. Partendo dal centro amalgamare prima uovo e zucchero poi velocemente tutta la farina. Unire infine il cacao e lavorare fino ad ottenere un panetto compatto dal colore omogeneo.
Riporre avvolto nella pellicola trasparente in frigo per almeno un'ora e mezza.

Per il ripieno serviranno:
Nocciole in granella 100 gr
Se, come me, decidete di utilizzare nocciole intere e sminuzzarle da voi, abbiate cura di tostarle (o comprarle comunque già tostate!) e azionare a impulsi il mixer fino ad ottenere una granella non troppo fine (se no che gusto c'è? :)

Crema pasticcera (metodo Montersino)
Latte intero fresco 266 gr
Panna Fresca 66 gr
Tuorlo d’uovo 100 gr
Zucchero semolato 100 gr
Amido di mais 12 gr
Amido di riso 12 gr (se non lo avete sostituite con altrettando amido di mais)
Bacca di vaniglia 1/4
Questa crema pasticcera è favolosa. Provare per credere. Il metodo del Maestro è praticamente magico!
Estrarre i semi della bacca e unirli allo zucchero, mescolando. 
Mettere la bacca vuota insieme al latte e alla panna sul fuoco.
Intanto che il latte si scalda montare i tuorli con lo zucchero vanigliato con le fruste fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Inserire anche gli amidi continuando a mescolare.
Quando il latte sta per bollire (appena prima) togliere la bacca e versare il composto di uova, che tenderà a rimanere tutto in superficie. Alzare la fiamma, NON GIRARE. Il latte inizierà a bollire. Quando al centro apparirà del latte mescolare con una frusta. In pochissimi istanti la crema inizierà ad addensarsi. Togliere dal fuoco e versare in un contenitore coprendo con pellicola a contatto (per non far formare la crosticina).

Ganache al cioccolato
Panna fresca 125 gr
cioccolato fondente 190 gr
Spezzettare il cioccolato finemente (io nel mixer azionandolo ad intermittenza per non farlo sciogliere) Mettere la panna sul fuoco fino a bollore. Unire al cioccolato fuori dal fuoco e mescolare fino ad ottenere una bella crema uniforme.

Assemblaggio del dolce:
Trascorso il tempo di riposo della frolla, stenderla ad uno spessore di 4-5 mm e foderare uno stampo da crostata precedentemente imburrato e infarinato da 28 cm di diametro (se lo avete più piccolo, poco male: vi avanzerà della frolla e potete farne dei buonissimi biscotti! In questo caso però o utilizzeremo una teglia dai bordi più alti o avanzerà della crema).
Cospargere la base di frolla con la granella di nocciole.
Mescolare crema pasticcera e ganache molto bene fino ad ottenere una crema liscia e omogenea. Versarla sopra lo strato di nocciole.

Con la frolla avanzata potete ritagliare le formine che volete con un taglia-biscotti oppure ricavare le classiche strisce da crostata e riporle sopra la crema.
(In questo caso mi piaceva dare una nota natalizia al dolce!)

Infornate a 170° per un tempo variabile a seconda dello spessore che avrete dato alla frolla e del vostro forno. A me ci sono voluti 20 minuti, ma vi consiglio di controllare a vista dopo i primi 10 minuti. La crema deve apparire soda ma il dolce non deve seccarsi!
Io ho poi cosparso con poca granella la superficie.


Lasciare raffreddare e conservare in frigorifero. A me non è mai durata più di 24 ore!
Buon appetito!
A presto, Elena


















3 dicembre 2014

Crostata salata dell'arabafelice

Crostata salata con zucchine 
Tanti auguri a tee, tanti auguri a tee, tanti auguri cara Stefania, tanti auguri a teeee!

Lei , la festeggiata, è la famosa Araba felice in cucina e in questi giorni festeggia i suoi 5 anni di blog.
Festeggia trasformando il blog in sito.
Festeggia con un giveaway tutto per lei per cui non posso proprio mancare.

Ho già avuto modo di ringraziarla qui sul mio blog per quello che mi ha regalato in ricette, pensieri, lezioni di buona scrittura, umorismo e umanità.
Quindi non mi dilungherò in ulteriori ringraziamenti.
O meglio, la ringrazierò a modo mio.
Con una ricetta sua però.
La sua ricetta "furba" per eccellenza. Almeno per me.

La sua CROSTATA SALATA FURBISSIMA, che tante volte mi ha risolto cene improvvisate e inviti dell'ultimo minuto.
Da lei proposta qui nella versione vegana, con le zucchine come ripieno.
Da me fatta e rifatta in mille modi. Sempre buona!
C'è chi ne ha provato una versione dolce, addirittura. Io ancora non mi sono spinta a tanto, ma se la proverete verrà irrefrenabile anche a voi il desiderio di provarla in ogni "salsa"!

Si perchè in pochi minuti, pochissimi davvero, avrete una base per torta salata diversa da tutte le altre, non una sfoglia, non una brisè, ma una frolla salata buonissima e friabile, versatile e sorprendente. Con gli ingredienti che tutti abbiamo in dispensa. Praticamente senza impastare. Può esserci qualcosa di più furbo?

Ecco la ricetta.

INGREDIENTI per la BASE (per una teglia del diametro di 28/30 cm)

250 g farina 00
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di lievito per torte salate (mi raccomando, che sia specificato sulla confezione)
100 ml acqua bollente
100 ml olio di semi (io girasole o arachidi)

PROCEDIMENTO 
Mettere gli ingredienti secchi in una ciotola e mescolare. Unire in una sola volta olio e acqua bollente.
Girare con una forchetta finchè inizia a stare tutto insieme. Compattare velocemente con le mani, per al massimo 30 secondi!
Stendere nella teglia, coperta con carta forno, condire a piacere, e infornare in forno già caldo a 200° per 40-45 minuti.
Tutto qua! ;)

Per la versione originale firmata Arabafelice, vi rimando direttamente a lei ed ai suoi consigli.
Per la mia, vi metto qualche foto di alcune mie varianti. Ma la fantasia può davvero spaziare! ;)

Crostata salata con tonno e patate
Crostata salata con formaggio e spinaci
Crostata salata con provola e peperoni
Con questo post partecipo al giveaway di Stefania 


facendole anche tantissimi complimenti per l'importante passo del suo "Araba felice in cucina" da blog a sito! 
Un abbraccio, Elena. 

29 novembre 2014

Bell'e calda (farinata di ceci)


"Farinata" in liguria, "bell'e calda" in Piemonte, "cecina" in Toscana e chi più ne ha più ne metta. La sostanza è sempre la stessa. Pochissimi economici ingredienti per un piatto che mette sempre tutti d'accordo!

E ogni anno, quando arriva l'autunno, è proprio questa una delle mie prime "voglie salate" .
In queste giornate di pioggia insistente poi, la voglia si tramuta presto in programma per la cena!

La preparazione è molto semplice ma, come molte ricette apparentemente facili, nasconde qualche insidia.
Durante i miei iniziali tentativi non sempre sono rimasta soddisfatta pienamente del risultato.
Non mi sono arresa ovviamente e,  prendendo appunti, volta per volta ho fatto aggiustamenti e correzioni.
Fino ad arrivare a questa versione e a queste conclusioni che voglio oggi condividere con voi.

Il rapporto farina/acqua di 1/3 è universalmente riconosciuto come il più corretto.
Su questo quindi non si discute.
La discriminante della buona riuscita o meno della ricetta sembra piuttosto essere nascosto in primo luogo nella scelta del tegame.
Nel materiale, ad esempio. L'ideale è una teglia in rame o rame stagnato.
La scelta delle dimensioni del "contenitore" in rapporto alla dose di impasto, poi, è fondamentale. Il rischio è quello di ottenere una farinata-sottiletta o, al contrario, una specie di torta lievitata. :P
Per questo preferisco non farne grosse quantità, affidarmi sempre alla vecchia teglia di cui sopra e mantenere uno spessore inferiore al centimetro.
A noi infatti non piace molto spessa, quindi le dosi che Zio Piero ha indicato per una teglia da 20 mi sono sembrate perfette per la nostra da 24 cm. Rispetto a lui, ho aggiunto un pò di olio sia nell'impasto che nella teglia.
Ma veniamo a dosi e procedimento.

INGREDIENTI (per una teglia di diametro 24 - per due persone)
farina di ceci 120 g
acqua 360 g
olio extra vergine di oliva 30g
sale (mezzo cucchiaino circa + un pizzico per spolverare)
pepe
rosmarino

PREPARAZIONE
Unire, in un contenitore che poi potrò chiudere col suo coperchio, la farina e l'acqua poco per volta, mescolando con una frusta onde ottenere una preparazione senza grumi.
Lasciare riposare coperto e a temperatura ambiente, mescolando ogni tanto, per minimo 4 ore.

Passato il tempo, se si fosse formata in superficie un pò di schiuma, toglierla servendosi di una schiumarola.
Aggiungere un cucchiaio di olio preso dal totale, il mezzo cucchiaino di sale e mescolare.

Prendere la teglia, ungerla con il restante olio in modo uniforme e versarvi l'impasto della farinata. Dare ancora una mescolata delicatamente.


COTTURA
(Consiglio di leggere la nota in fondo che ho aggiunto in un secondo tempo!)
Scaldare il forno a 220°. Una volta raggiunta la temperatura, inserire la teglia nel ripiano più basso e abbassare la temperatura a 200°.
Cuocere fino a quando la superficie inizia a dorare (ci vorranno 25/30 minuti).
Spostare la teglia nel secondo ripiano dall'alto, impostare il forno in modalità grill e proseguire la cottura per altri 15/20 minuti (la superficie dovrà apparire ben colorita) - in genere provo a tagliarne un pezzetto per essere sicura che sia ben cotta all'interno.

Estrarre la teglia, cospargere con un altro pizzico di sale, il pepe e, se piace (qui non l'ho messo ma ci sta divinamente!), del rosmarino fresco sminuzzato.

Servire "bell'e calda!"


Buon appetito! Elena.

NOTA
- Su suggerimento dello Zio Piero (vedi commenti sotto) ho provato il suo metodo di cottura.
Inforno alla max temperatura del mio forno, 250 gradi nel secondo ripiano dal basso.
Non sposto la teglia per tutta la cottura, circa 35 minuti.
Il risultato: una farinata morbida all'interno ma più croccante in superficie... praticamente perfetta e con un passaggio in meno!!!!

Quindi grazie al mitico Zio Piero!!!






27 novembre 2014

Bignè con la crema: feste in arrivo?!





Se penso ad un dolce che mi ricordi le feste in famiglia, le domeniche dalla nonna e i compleanni da condividere con i cari... la prima cosa che mi frulla in mente è il classicissimo vassoio di paste!

In realtà, almeno questa volta, non ero spinta da nessuna ricorrenza impellente, se non dall'avvicinarsi delle feste natalizie che, non so spiegarvene il motivo, quest'anno sento più del solito.

Sarà che finalmente posso dire di avere una casa abbastanza grande per ospitare "la festa", sarà che la mia mente preferisce andare a pensieri gioiosi per non pensare ai mille problemi che pur ci sono...
Sarà che parlando con la mia amica Loredana l'altro giorno si ragionava proprio di vassoi di paste e delle reazioni infantili che suscitano in noi... :)

Fatto sta che ieri mi sono cimentata nella realizzazione dei bignè con la crema. 

Due ricette base, un classico della pasticceria.
Il bignè, Re incontrastato di quel vassoio di cui sopra.
La crema pasticcera, mio spauracchio per tanto tempo, finalmente diventata mia amica.
Una copertura di semplice cioccolato fondente.

Niente di più semplice e al tempo stesso soddisfacente! :)



La pasta choux (cioè quella dei bignè) è davvero facile da realizzare, soprattutto seguendo dosi e consigli delle bravissime Pellegrine Artusi.


Per la crema pasticcera seguite pure la ricetta che utilizzate abitualmente, ricordando solo che la crema in questo caso deve risultare molto densa, per non "bagnare" troppo l'involucro rendondolo molliccio (quindi aumentate leggermente la percentuale di amido utilizzato, rispetto ad una crema pasticcera da gustare al cucchiaio). Vi lascio comunque la mia versione.


Per la pasta choux (per 30-40 bignè a seconda di quanto li farete grandi)

140 gr di acqua
85 gr di burro
1 pizzico di sale
90 gr di farina 00
3 uova


Ho tirato fuori dal frigo le uova una mezz'ora circa prima di utilizzarle.
Ho portato il forno statico a 220 °. 

Ho inserito l'acqua, il burro a fettine ed il pizzico di sale in un piccolo tegame. Ho acceso il fuoco e portato appena al bollore. Ho versato quindi velocemente la farina, in un colpo solo, mescolando energicamente.
Non appena l'impasto si è staccato dalle pareti della pentola, ho spento il fuoco e spostato il tegame, continuando a mescolare lontano dal fuoco. 
Ottenuto un composto compatto, quasi una palla, ho lasciato raffreddare.
A questo punto ho unito un uovo per volta, incorporandone ognuno molto bene fino ad ottenere un impasto omogeneo (è questione di pochissimi minuti ma questo passaggio è fondamentale).
Ho scelto di imburrare, anzichè coprire semplicemente con carta forno la placca, seguendo il consiglio del maestro Montersino (che ricorda che in questo modo i bignè "cresceranno" più facilmente)
Ho inserito con un cucchiaio l’impasto in una sacca poche (con bocchetta liscia sarebbe meglio, ma io non l'avevo!) e ho formato dei piccoli bignè, tutti all'incirca della dimensione di una noce, lasciando un pò di spazio tra uno e l'altro, perchè cresceranno in cottura.
Ho infornato per 10 minuti. Poi ho abbassato la temperatura del forno a 190°. Continuato la cottura per altri 10 minuti (verificate con il vostro forno, state attenti a non bruciarli). Spento il forno e lasciato la teglia con i bignè all'interno ancora una decina di minuti, inserendo un cucchiaio di legno tra sportello e forno, in modo da farli raffreddare lentamente.
Estratta la placca, ho lasciato raffreddare completamente i bignè prima di riempirli.
Potete anche conservarli, una volta raffreddati perfettamente, chiusi in un contenitore ermetico, per qualche giorno (garantito) o congelarli (ma io non ho mai provato!)



Per la crema pasticcera:
500 ml di latte intero fresco

1 bacca di vaniglia (o la scorza di un limone non trattato)
6 tuorli
150 g di zucchero
50 g di amido di mais


Riscaldo il latte con la bacca di vaniglia, privata dei semini (che unisco allo zucchero in modo da aromatizzarlo) o con la scorza del limone.
Monto i tuorli e lo zucchero aromatizzato, fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.
Aggiungo l'amido.

Prima del bollore tolgo il latte dal fuoco.

Unisco il composto di uova al latte, amalgamando con la frusta. 
Riporto il composto sul fuoco e mescolo continuamente fino a che la crema non si addensa.
Trasferisco la crema pasticcera in una ciotola e la faccio raffreddare appoggiando un foglio di pellicola trasparente a contatto della superficie (questo accorgimento fa si che non si formi l'antipatica crosticina).
Ho utilizzato poi una siringa per dolci (ma se siete più pratiche potete utilizzare la sacca poche) per riempire con la crema ormai raffreddata i bignè, praticando un forellino nella parte inferiore.

Si possono anche tagliare delicatamente in due in senso orizzontale e riempire con un cucchiaino.



Per decorare:


200 g cioccolato fondente

Ho semplicemente fatto sciogliere a bagnomaria il cioccolato e poi versato con un cucchiaino sopra ogni bignè.




NOTE:
- L'impasto dei bignè, come avrete notato, non include zuccheri. Per questo può essere utilizzato anche per sfiziosi aperitivi e finger-food. ;) Fatene tanti, non ve ne pentirete!
- Le soluzioni per riempirli e ricoprirli ovviamente sono infinite. Questa è solo la più classica. Scatenate la fantasia!


E che festa sia!! Elena.

21 novembre 2014

Crostata speziata di zucca per Re-cake 13 e le avventure di una neo-food-blogger!



Mai assaggiata prima.
Gli americani e gli inglesi la adorano.
Tra gli scaffali dei supermercati anglosassoni si trova il ripieno già pronto e miscelato da inserire nel guscio di frolla.
E’ tradizione prepararla il giorno del ringraziamento.
La zucca, the pumpkin appunto, la protagonista. Le spezie che l'accompagnano. Il guscio di pasta frolla. 
E’ la Re-cake n° 13, la sfida che le admin del gruppo “Re-cake wants you” hanno scelto con amore e realizzato per noi pensando al mese di novembre. Ecco la locandina del mese:

http://amichecucina.blogspot.it/2014/11/mini-pie-alla-zucca-per-re-cake.html

La sfida continua. Questa volta sono “mini-tarts”, almeno nella proposta da locandina.
La mia scelta: modificare il formato e farne un’unica torta.
Anzi due…
Due infatti sono stati i tentativi. Due cataclismi dal punto di vista della resa estetica. Ma due bontà da provare assolutamente per chi è amante della zucca e dei sapori diversi dal solito, soprattutto per l'importante presenza di spezie.
Ma veniamo alle mie peripezie per prepararla.

Primo tentativo (fuori concorso): frolla al cacao, ripieno di zucca come da locandina del contest, decorazione con frolla al cacao e panna montata.
Convinta di poter variare a piacimento la ricetta della frolla, la realizzo seguendo la mia solita ricetta e, inconsapevolmente, mi metto subito fuori gara.
Preparo la frolla, con gli avanzi modello una zucca e la sua foglia, da posizionare al centro del ripieno.
Che si rivela più liquido di quel che mi aspettavo.
Mi balena nella testolina che magari quel mare di zucca, uova, panna e latte non avrebbe retto l’impatto con la grossa decorazione… ma la frazione di secondo che si frappone tra il pensiero e l’azione non basta a fermare l’inesorabile affondamento…
pluf..
Vi risparmio le pene dell’infornata. Del rovesciamento di parte del ripieno sul fondo del forno, mentre inserivo la teglia. Della vana speranza di vedere riaffiorare in superficie almeno la foglia…
Il risultato finale? Una deliziosa quanto infotografabile pumpkin pie. Molto speziata (mi è un po’ scappata la mano con i chiodi di garofano che ho macinato io…) ma molto buona!

Non mi arrendo.
Trovo una zucca bellissima, piccola al punto giusto. 1,3 kg. Perfetta.
Testona io: non lascio l’idea dello stampo unico. Non abbandono nemmeno l’idea di utilizzare una frolla diversa, anche se questa volta nei limiti del consentito.
Solo una parte di amaretti ridotti in polvere da aggiungere alla farina. 
Raddoppio inoltre le dosi della frolla, perché questa volta voglio utilizzare uno stampo con i bordi alti (non mi frega più il ripieno liquido, penso!).
Con la frolla avanzata farò tante stelline che, essendo piccole, non dovrebbero affondare (che sono testona ve l’ho già detto vero?)


Riassumendo dosi e ingredienti utilizzati da me (le mie variazioni in grassetto)
(Per una teglia di diametro 24 cm con i bordi alti)

Per la frolla:
330 g di farina
100 g amaretti ridotti in polvere nel mixer
80 g zucchero a velo
un pizzico di sale
230 g burro
2 tuorli (+ un albume)
2 cucchiai di panna (+ un cucchiaio)

Per il ripieno:
150 g di zucchero di canna
1 cucchiaino di cannella
1 pizzico di chiodi di garofano
½ cucchiaino di zenzero
½ cucchiaino di sale
un pizzico di pepe
2 uova
470 g di purea di zucca
120 ml di panna
180 ml di latte

Decorazione:
panna montata
spolverata di cacao
amaretti

Seguo le istruzioni di Miria, che ho trovato molto utili soprattutto per quanto riguarda la cottura in forno della zucca, tempi e riposo della frolla.

Preparo dunque la base. Unisco farina e polvere di amaretti, zucchero a velo e pizzico di sale. Mescolo. Aggiungo il burro a pezzetti e lavoro con le punte delle dita fino ad avere una sabbiatura grossolana. Unisco a questo punto i tuorli e lavoro ancora. Mi accorgo che il composto è troppo asciutto (vista l’aggiunta degli amaretti) e decido di incorporare anche un albume e tre, anziché due, cucchiai di panna.


Formo il panetto, lo faccio riposare per circa una mezz’ora in frigo. Lo riprendo e lo stendo col mattarello. Ritaglio un cerchio di un paio di cm più largo rispetto alla teglia scelta (rovescio la teglia sull’impasto e segno dapprima con un coltello la circonferenza da ritagliare, tolgo la teglia e ritaglio). Prendo il cerchio di pasta e lo sistemo nella teglia, foderando anche i bordi.


Con la frolla avanzata, che stendo in uno strato sottile (2 mm circa), ricavo le stelline che andrò a posizionare come decoro.
Ripongo tutto in frigo (la base coperta con l’alluminio fatto aderire a base e bordi). Per un’ora circa, il tempo di far cuocere la zucca.

Come Miria, scelgo la cottura in forno. Quindi faccio a pezzi la zucca (io abbastanza piccoli), inforno su carta stagnola a 180° per circa 40 minuti. Una volta cotta, estraggo, lascio intiepidire, tolgo la buccia e inserisco i pezzi di zucca nel mixer, onde ottenere una polpa fine e uniforme.

Recupero la teglia con la frolla dal frigo e inforno in forno già caldo a 200° per circa 20 minuti.

Nel frattempo preparo il ripieno. Unisco alla polpa di zucca tutti gli ingredienti secchi. Sbatto leggermente le uova a parte insieme alla panna. Amalgamo al resto. Mi regolo con il latte, aggiungendone poco alla volta fino ad ottenere una crema setosa e omogenea. A me è servito quasi tutto quello previsto (la mia zucca aveva una polpa molto consistente e la cottura in forno l'ha asciugata ulteriormente).

Estraggo la frolla dal forno. Tolgo l’alluminio. Verso il ripieno nel guscio e posiziono le stelline.
Taataannn… Qualcuna inevitabilmente affonda, ma sono talmente tante che riesco e ricoprire l’intera superficie e l’effetto finale è quello di tante foglioline... caduche... ;) beh la fantasia non mi manca! 

Rimetto in forno ancora per circa 15 minuti. Fino a quando il ripieno è ben compatto e le "foglioline" hanno preso colore.

Finalmente sforno.
Faccio raffreddare completamente.
Me ne dimentico per qualche ora. Non voglio rischiare di rovinare tutto sformandola prima del dovuto.
Passato il tempo, con una certa sicurezza (troppa!), poggio sulla teglia un grosso piatto e capovolgo.
Sento che si stacca.
Un sorriso di soddisfazione percorre il mio volto. Per poco. Troppo poco. Tiro su lo stampo e… orrore!!! Mi si è divisa in due!!! Una grossa parte è rimasta, irriverente alla forza di gravità, appiccicata sulla teglia!

Assaggio, offro agli amici. Buonissima. Peccato per l’aspetto. Peccato non aver potuto scattare nemmeno una foto alla torta intera. Commenti entusiasti di chi, amante della zucca o meno, l’ha provata mi han portato a scrivere questo post. E a partecipare, seppure senza speranza alcuna.


Mi sono divertita.
Ho scoperto una torta di cui ignoravo l’esistenza prima.
Mi son messa alla prova e (forse! :P) ho imparato la lezione…
La prossima pumpink pie sarà nella versione mini… almeno una riuscirò a fotografarla intera. Almeno spero.

Dal momento che credo sia questo lo spirito del gruppo, condivido e partecipo. Mi sembra il minimo per ringraziare le ragazze di RE-CAKE!!  Grazie a:


NOTE
  • Ve la consiglio. Soprattutto se amate la zucca ed i sapori particolari. Le spezie si sentono molto. Diminuite se non gradite particolarmente, ma non omettetele. Ci stanno davvero bene!
  • Le fette, come vedete, le ho servite accopagnandole con qualche ciuffo di panna montata, una spolverata di cacao e qualche amaretto. La panna in particolare è, direi, indispensabile.
  • Se come me volete provare lo stampo unico vi consiglio di imburrare senza infarinare la teglia antiaderente. Ho scoperto dopo che potrebbe essere stato questo il mio errore. Meglio tardi che mai. 
Alla prossima. Elena.