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12 ottobre 2015

Brownies al cacao e nocciole


Era diverso tempo che avrei voluto provarli.
Sapevo che mi sarebbero piaciuti. 
Forse temevo troppo. 
Avevo ragione.
Conoscendo l'amore/odio del mio compagno per il cioccolato avevo il timore che avrei dovuto sacrificarmi da sola nella consumazione dell'intera teglia di golosi quadrotti.
E qui mi sbagliavo.
Sono piaciuti anche a lui. E dico tutto.

La ricetta, tanto per non sbagliare, l'ho presa qui da Laurel Evans, nel suo seguitissimo blog Un'americana in cucina.

Provateli quando avete poco tempo da dedicare al dessert, mangiateli nature come merenda con tè o caffè o serviteli a fine pasto con una pallina di gelato alla crema, alla vaniglia o di panna non zuccherata. 
Si fanno in un attimo e possono essere serviti ad un buffet, visto il formato.

Si, un quadrotto basta e avanza a saziare il più goloso dei vostri ospiti ma di sicuro vi chiederà la ricetta. Eccola.

INGREDIENTI
(Per una teglia quadrata lato 20 cm)
150 g burro
250 g zucchero semolato
75 g cacao amaro (in polvere)
1/4 cucchiaino sale
1/2 cucchiaino essenza di vaniglia (facoltativo) 
2 uova fredde
60 g farina
50 g noci tritate (io nocciole, qui solo 30 grammi ma 50 ci sarebbero state benissimo!)

Preparare tutti gli ingredienti e una ciotola abbastanza capiente per mescolare agevolmente.
Foderare di carta da forno la teglia.
Accendere il forno a 180 gradi.

Far fondere a bagno maria il burro, quando sta fondendo aggiungere lo zucchero, il cacao e il sale mescolando fino ad ottenere un composto omogeneo.
Far intiepidire (io a questo punto verso il preparato in una ciotola per favorire il raffreddamento e per essere più comoda nell'aggiungere poi gli altri ingredienti).
Se la mettete, unire la vaniglia e mescolare ancora.
Unire un uovo alla volta incorporando bene prima dell'aggiunta successiva. 
Solo ora unire la farina (io setacciata), e mescolare energicamente per un paio di minuti fino a completo assorbimento.
Aggiungere ora le nocciole (o le noci se preferite).
Versare il composto nella teglia e infornare per 20-25 minuti nel forno ormai in temperatura.


Laurel consiglia di cuocere finche’ uno stecchino infilzato nel dolce non ne esca ancora con qualche briciola attaccata.
Tagliare in quadrotti.


NOTE
- Sono davvero di una facilità e velocità estrema. L'unica accortezza sta nella cottura. Non stracuoceteli.  Il loro bello sta proprio nel fatto che sono croccantini fuori ma morbidosi e umidi all'interno. 



9 ottobre 2015

Crostata di frolla montata (Linzer alla Montersino)


Questa torta non è la classica crostata. Infatti l'impasto non dà una frolla ma una crema burrosa che in cottura si trasforma in una frolla buonissima.
Non è la Linzer originale. Anzi oserei dire che è proprio un'altra torta.
È la torta che Montersino, pasticcere piemontese di fama internazionale, definisce Linzer.
Questo per amor del vero.
E per lo stesso amore posso dirvi che è la crostata con la confettura più buona che abbia mai assaggiato.

Nonostante qualche difficoltà nel setacciare i tuorli e con la sacca da pasticcere (ma questa è una mia lacuna... dovrei fare più esercizio e soprattutto fornirmi di bocchette più professionali) il risultato mi ha ripagata di ogni fatica.

Una frolla che si scioglie in bocca.
Zuccherata appena, per accompagnare la confettura già di per sé molto dolce.
Burrosa da paura. Ma non lasciatevi spaventare dalla quantità di burro. Una volta ogni tanto uno strappo alla regola si può fare. E in questo caso ne vale davvero la pena!

Dal libro "Peccati di gola" di Luca Montersino
Crostata Linzer
(Per uno stampo da 26 cm di diametro)

5 ottobre 2015

Pizza o focaccia in teglia nel forno di casa


Scoprire di aver finito il lievito troppo tardi per correre al super. Intestardirsi e provare lo stesso. Tanto ho trovato una ricetta che funziona lo stesso anche senza lievito. Ehmm.. ma anche no.
Almeno non a me.
E poi ancora. Troppo cruda. Troppo cotta. Troppo alta. Troppo sottile. Non ci siamo fatti mancare nulla. A rotazione ho accontentato (o scontentato) ogni commensale.

A furia di tentativi però una ricetta buona,  che ha messo d'accordo tutti e che è passata anche all'esame più duro (quello del mio compagno che notoriamente non ama alla follia la pizza e di conseguenza è ipercritico)... l'ho trovata.

Dosi prese nell'etere molto tempo fa (e per questo chiedo perdono ma non ricordo più la fonte) e procedimento frutto di aggiustamenti successivi.

Con queste dosi in genere preparo due teglie grandi da forno (32×35-37) di pizza e una teglia rotonda diametro 24 cm di focaccia. La differenza sta nello spessore con cui la stendo. La focaccia la lascio più alta, circa un dito e seguo i pochi passaggi che vi indico sotto.

IMPASTO PER PIZZA E FOCACCIA

INGREDIENTI (per 6 persone)

1 kg farina 0 per pizza
540 g acqua a temperatura ambiente (potrebbe servirne un pò di più o di meno a seconda della farina utilizzata)
20 g sale
20 g olio e.v.o.
7-8 g lievito di birra fresco (o 2 g di lievito di birra disidratato)
10 g zucchero
Poca farina di semola rimacinata per lavorare l'impasto.

PROCEDIMENTO 

L'impasto.
Verso la farina 0 in una capiente ciotola.
Sciolgo il lievito con poca acqua prelevata dal totale insieme allo zucchero.
Sciolgo il sale con un altro poco d'acqua e metto da parte per ora.
Faccio la classica fontana con la farina e verso al centro il lievito disciolto.
Inizio ad impastare partendo dal centro e agglomerando poca farina per volta. Aggiungo poca acqua man mano.
Quando il lievito è ben amalgamato alla farina unisco il sale sciolto precedentemente e aggiungo la rimanente acqua. 
L'acqua: come ho già indicato sopra potrebbe servirne un pò di più o di meno, tenetela accanto e fermatevi quando vedete che la farina è ben assorbita ma l'impasto non troppo appiccicoso.
Infine unisco l'olio e impasto fino ad assorbimento.
A questo punto spolvero il tavolo da lavoro con poca semola rimacinata e impasto ancora fino a quando non ottengo una palla liscia.

Prima lievitazione.
Faccio lievitare in una grande ciotola poco unta (spennello appena) l'impasto così ottenuto, inciso con la classica croce e spennellato di poco olio in superficie. Ripongo a lievitare in luogo riparato da spifferi (o in credenza o nel forno spento con la sola lucina accesa) e coperto con un panno umido (o pellicola trasparente a contatto e un panno a coprire) per un tempo di 6-7 ore (preparo l'impasto in mattinata per avere la pizza pronta a cena).

Seconda lievitazione.
Una volta trascorso il tempo della prima lievitazione prendo l'impasto facendolo scivolare sul piano di lavoro con un leccapentola.  Rilavoro appena per formare un cilindro che dividero' nelle porzioni (nel mio caso due più grandi e una più piccola per la focaccia)
Lavoro velocemente ogni panetto impastandolo ancora un pochino. Faccio delle palle con le porzioni e sistemo direttamente al centro delle teglie scelte, già spennellate d'olio evo, senza stendere ancora l'impasto.
Copro e ripongo a lievitare ancora un'ora abbondante.

Nel frattempo preparo i condimenti.
Se utilizzo mozzarella la taglio a fettine e la metto a scolare dopo averla strizzata con le mani (se no in cottura rilascerà troppi liquidi e "annacquera'" l'impasto).
Preparo la salsa con pomodoro passato o pelati schiacciati con una forchetta, poco sale, olio evo e origano. Mescolo e tengo da parte.
Preparo l'emulsione per la focaccia con 2-3 cucchiai d'olio, 2-3 cucchiai d'acqua (quantità olio=quantità acqua) un pizzico di sale e aghi di rosmarino. Giro bene e lascio da parte.

Trascorso il tempo riprendo le teglie e stendo finalmente il mio impasto solo con le mani, partendo dal centro e tirando delicatamente con le dita fino a riempire la teglia in uno strato il più possibile uniforme lasciando il bordo tutto intorno più alto.
Condisco col pomodoro le pizze e sulla focaccia faccio i classici buchini con le punte della dita. Cospargo la focaccia con l'emulsione preparata e qualche granello di sale grosso.



COTTURA FOCACCIA:
Inforno a 200-250 gradi nel secondo ripiano dal basso del forno statico per un tempo variabile tra i 15 e i 25 minuti a seconda dello spessore ottenuto. 
Tenete conto che con una teglia come la mia, di diametro 24 cm,  vengono giusto 6 fettine (per uno stuzzichino aspettando la pizza!)

COTTURA PIZZA:
Inforno nel secondo ripiano dal basso del forno che avro' preriscaldato a 250 gradi (o alla massima temperatura che il vostro forno permette) per 12-17 minuti, fino a quando il bordo inizia a prendere un pò di colore (appena appena).
Quindi tolgo la teglia e inserisco la mozzarella o altri condimenti a piacere.
Inforno nuovamente fino a cottura nel ripiano intermedio facendo attenzione a che la mozzarella si sciolga ma non bruci. A me servono altri 7-10 minuti.

NOTE:
- Sì può utilizzare anche una farina 00 o meglio una miscela di farina 00 e Manitoba al 50%.
- La mia seppur breve esperienza mi ha insegnato che meno lievito si mette, più a lungo si fa lievitare e meglio è (con i tempi indicati si potrebbe azzardare anche una quantità di lievito minore a mio avviso ma già così vi assicuro che non si sente gusto di lievito ed è molto digeribile)
- con i condimenti potete sbizzarrirvi. Ad esempio potete grigliare delle verdure in anticipo e tenerle in frigo pronte per farcire le vostre pizze!
Io aggiungo sempre, in una parte, qualche pezzetto d'acciuga sott'olio.
- ho sperimentato, in un secondo tempo, l'impasto nella macchina del pane con le stesse dosi e ingredienti (inserendo prima l'acqua e l'olio, il sale, lo zucchero, le farine  ed infine il lievito in una fossetta ricavata nella farina).
Al termine del programma di un'ora e mezza per solo impasto e prima lievitazione, proseguo con la seconda lievitazione come spiegato sopra facendo però lievitare i panetti già suddivisi più a lungo: 2-3 ore circa.  Dopodiché seguo lo stesso procedimento indicato sopra per la stesura e la cottura. 
Con l'utilizzo della macchina del pane quindi riduco di molto i tempi di realizzazione in quanto la lievitazione nella cella della macchina a mio avviso accelera la crescita dell'impasto.

I pizzaioli provetti non me ne vogliano... questa è la mia umile versione che volevo condividere e appuntarmi perché finora la meglio riuscita a casa mia.

Buona pizzata!!
Elena.

















7 settembre 2015

Pesche ripiene al forno


Le temperature gradevoli di questi giorni mi hanno convinta ad accendere nuovamente il forno dopo la pausa estiva! Sta tornando la voglia di pasticciare, di assaggiare e condividere!!

Avete ancora delle belle pesche gialle mature ma sode? Saranno tra le ultime della stagione ma fate ancora in tempo a preparare questa prelibatezza tipica della regione in cui abito, il Piemonte.

Le pesche ripiene sono un dessert perfetto per i pranzi e le cene di inizio autunno. Il connubio col cioccolato e gli amaretti lo rendono infatti molto goloso ed in più può essere servito sia caldo che freddo.

Questa ricetta è quella che mi è stata "spifferata" da mia suocera anche se le dosi, che nel suo caso erano "a occhio", sono state quantificate da me a suon di prove.

PESCHE RIPIENE AL FORNO (per 6 persone)
INGREDIENTI:
6 pesche gialle medio-grandi
Cioccolato fondente 80 gr
Amaretti  100 gr
Cacao in polvere amaro 15 gr
Zucchero 60 g
Uova 2 tuorli
Liquore (io brandy o whisky, lei rum) 1 cucchiaio

Burro qualche fiocco
Pan grattato (un cucchiaio o due)

Amaretti o qualche fettina di pesca (o anche nulla!) per la decorazione.

PREPARAZIONE
1. Lavare, asciugare, dividere in metà le pesche senza sbucciarle e togliere il nocciolo.
2. Scavare con un cucchiaino intorno all'incavo lasciato dal nocciolo in modo da creare una sorta di coppetta che dovrà contenere il ripieno. La polpa ricavata tritatela e tenetela da parte in una ciotola.
3. Tritare il cioccolato e gli amaretti abbastanza finemente (io utilizzo un mixer) e unirli alla polpa insieme al cacao setacciato.
4. Sbattere i due tuorli con lo zucchero con l'aiuto di una frusta e unirvi il composto a base di pesche in modo accurato fino ad ottenere un impasto omogeneo.
5. Unire il cucchiaio di liquore prescelto (facoltativo) e mescolare.
6. Rivestire con carta forno una teglia nella quale possano stare tutte le metà pesche appoggiate delicatamente le une alle altre senza lasciare possibilmente spazi vuoti.


7. Riempire ogni metà con una parte del composto.
8. Disporre un pizzico di pan grattato e un piccolo fiocchetto di burro su ognuna.
9. Infornare in forno già caldo a 180 gradi per 40/50 minuti (verificate i tempi col vostro forno)
10. Servite ancora calde (ma a noi piacciono anche fredde - in questo caso ricordatevi solo di toglierle dal frigo 15-20 minuti prima di servirle) con una spolverata di amaretti sbriciolati sopra, qualche fettina di pesca o anche "nature"...!!

NOTE:
- Sì conservano due tre giorni in frigo coperti con pellicola o dentro un contenitore ermetico.
- Vi avanzerà del ripieno.  In genere io riempio qualche contenitore per piccoli budini in alluminio, inserisco qualche fettina di pesca all'interno e inforno per altri 40/50 minuti sempre a 180 gradi. Ho provato sia a bagno maria che con la cottura tradizionale e devo dire che ho preferito il risultato del bagno maria. Quindi se volete seguire il mio consiglio basterà immergere le vaschette d'alluminio in una teglia nella quale verserete due dita d'acqua e procedere come sopra.
Questo è il mio risultato:

aggiornamento del 6/09/2016: una cara amica mi racconta che la sua mamma ne sfornava in gran numero e usava quindi congelarle a gruppi in piccoli contenitori ermetici. Fatte scongelare per una notte (o una giornata) in frigo e ripassate pochi secondi al microonde costituivano un dessert sempre gradito. Mi è sembrato un suggerimento da condividere. Io ne farò tesoro, e voi?

A presto!
Elena.



4 settembre 2015

Cheesecake


Eccomi di nuovo su questi schermi.
Confesso un pò di fatica a scrivere quindi perdonatemi perché sono sicura si "sentirà".
Ma voglio riprendere questo diario troppo trascurato perché è un bel rifugio e voi che mi seguite nonostante la mia lunga assenza meritate qualcosa di più di una foto ogni tanto pubblicata su Facebook.

L'avete vista proprio lì.  L'ho preparata prima per un compleanno di una cara amica e poi, visto il successo, per gli ottant'anni della mia mamma. Ed è diventata una delle mie preferite!
Inutile dire che è buonissima... ovviamente deve piacere il genere: l'accostamento formaggio cremoso/dolce/ frutta amarognola... per me da svenire!!

Facile da realizzare. Anche per i meno avvezzi.
Richiede solo del tempo di attesa. Ma basta organizzarsi (tipo preparando la torta e la salsa il giorno prima di servirla e la decorazione anche all'ultimo minuto) e di sicuro non ne risentirete.

La ricetta come la stragrande maggioranza delle ricette "furbe" che utilizzo nella mia cucina viene dall'Araba felice e dal suo blog. Ecco la sua versione.
Le uniche varianti rispetto alla New York cheesecake di Stefania riguardano:
- la teglia: la mia a cerniera del diametro di 20 cm anziché 22 e questo mi ha portato a prolungare di conseguenza il tempo di cottura di qualche minuto.
- la quantità per la base di biscotto. Volevo uno strato spesso per la base croccante.
- il formaggio cremoso. Solo 2/3 di Philadelphia e 1/3 di ricotta. Mi sembra che il gusto alla fine ci guadagni in delicatezza.
- l'aggiunta di una gelatina* fatta da me con acqua, zucchero e maizena e succo di limone, per lucidare la frutta.
- La salsina di accompagnamento: ho infatti utilizzato frutti di bosco surgelati e non frutta fresca e ho quindi seguito il procedimento indicato sotto.

*La ricetta di questa gelatina, utilissima, l'ho trovata qui e mi è stata di grande aiuto in quanto avevo bisogno di trasportare il dolce e di confezionarlo a casa. Il pericolo era che la frutta nel frattempo si annerisse. Con questo trucchetto, e senza l'utilizzo di prodotti confezionati, ho risolto benissimo.


CHEESECAKE
(Teglia a cerniera di 20/22 cm)

Per la base:
160 g di biscotti tipo Digestive
75 g di burro
Imburrare i bordi della tortiera a cerniera e incastrare della carta forno tra la base e i bordi.
Fondere il burro a bagno maria o nel microonde.
Sbriciolare i biscotti in un mixer fino ad ottenere una polvere e mescolarli al burro fuso.
Versare il composto nello stampo e livellarlo con il dorso di un cucchiaio.
Riporre in frigo per mezz'ora.


Per il ripieno:
500 g di formaggio tipo Philadelphia
250 g di ricotta
4 uova intere 
succo di un limone
buccia grattugiata di mezzo limone
180 g di zucchero
poco estratto di vaniglia
Frullare insieme in un contenitore o in un mixer i formaggi a temperatura ambiente, le uova intere, lo zucchero, il succo e la buccia di limone e l'estratto di vaniglia.
Quando il composto sarà liscio e omogeneo versare sulla base di biscotto. Battere leggermente la teglia sul tavolo per eliminare eventuali bolle d'aria.


Mettere il tutto su una teglia (quella del forno andrà benissimo) e cuocere in forno preriscaldato a 160 gradi per circa 40/50 minuti a seconda del forno e della teglia utilizzata (a me son serviti 55 minuti!)
Come regolarsi? Controllate a vista la torta. Quando vedrete che la crema è rappresa ma il centro è ancora morbido (ma non liquido!) potete toglierla dal forno senza spegnerlo.

Per la copertura:
200 g di panna acida (oppure yogurt bianco naturale)
2 cucchiai di zucchero
poco estratto di vaniglia
Versare la panna acida (o lo yogurt) in una ciotolina e unirvi lo zucchero e la vaniglia mescolando bene.
Versare quindi subito sulla torta appena sfornata e rimettere in forno per un altro quarto d'ora circa fino a quando non noterete che anche questo strato è rappreso (io circa 20 minuti).
Togliere definitivamente la torta dal forno e lasciare raffreddare nello stampo.
Conservare almeno una notte in frigo prima di decorare.

Ingredienti per la decorazione
frutta (io qui fragole, more e una pesca - e nella versione sotto, più recente, frutti di bosco)
Decorare a piacere




A questo punto la vostra Cheesecake, se volete, è completa. Servita così sarà buonissima. Quel che segue è opzionale ed è il mio modo di preparare questa Cheesecake solitamente.

Ingredienti per la gelatina naturale (facoltativa)
200 ml di acqua
80 gr di zucchero
1 cucchiaino di succo di limone
1 cucchiaio di amido di mais
1 tazzina di acqua
Mettere 200 ml di acqua in un pentolino, aggiungere poi il succo di limone, lo zucchero. Accendere il fuoco a fiamma bassa. Mescolare fino a far sciogliere lo zucchero.
Mescolare in una tazzina d'acqua il cucchiaio di amido e unitelo a filo allo sciroppo sul fuoco non appena inizia a bollire, continuando a mescolare con una frusta per circa un minuto o fino a quando il composto si sarà addensato.
Una volta intiepidita la gelatina può essere versata sulla frutta con un cucchiaio.

Ingredienti per la salsa (facoltativa ma vivamente consigliata)
fragole, lamponi (io frutti di bosco surgelati)
poco zucchero a velo
succo di limone


Potete utilizzare della frutta fresca semplicemente frullandola insieme allo zucchero a velo e al limone nella quantità che vi aggrada maggiormente o, come me, potete utilizzare della frutta surgelata.
In quest'ultimo caso è sempre consigliabile far cuocere la frutta una manciata di minuti sul fuoco basso e aggiungere quindi lo zucchero e poco succo di limone (a seconda della quantità di frutta regolarsi sia con lo zucchero che con il limone a proprio gusto). Far cuocere ancora qualche minuto dopodiché togliere dal fuoco e far intiepidire. Frullare (io utilizzo il minipimer).
Passare quindi al setaccio (se utilizzate come me frutta con semini) e invasare.
Cospargere sulle fette di torta prima di servire.
La salsa si conserva in un contenitore a chiusura ermetica 2-3 giorni in frigo.

La torta è buonissima anche dopo due giorni di frigo.



























6 agosto 2015

Un ritorno in punta di piedi...

Eccomi qui... ne è passato di tempo dal 25 febbraio.
Avevo promesso, in quel mio ultimo post, tante foto dei cuccioli... non avevo la minima idea di cosa mi sarebbe aspettato a partire da pochissime ore dopo.
Due mesi intensissimi di cuccioli, pappe, imprevisti ed altri effetti collaterali non piacevolissimi di un evento che rimarrà per sempre nella mia memoria: la nascita di 9 stupendi cucciolotti!!


Di foto vi metto solo questa (chi è nelle mie amicizie personali di fb ne avrà viste fin troppe) ma due parole voglio spenderle.

E' stata un'esperienza unica e bellissima ma altrettanto traumatica per certi versi.  Ho la soddisfazione comunque di aver fatto tutto quello che potevo per far star bene mamma e piccoli.

Ora i cuccioli hanno compiuto 5 mesi e stanno tutti bene, sono ognuno nella loro famiglia adottiva e di questo non ringraziero' mai abbastanza chi mi è stato vicino, chi ha compreso che "non erano SOLO cani" e con grande pazienza e amore mi ha supportato e sOpportato in quei due mesi.

Nel frattempo, ma non per caso, si sono anche rotte due importanti amicizie della mia vita. 
Da qualche parte ho letto una frase che continua a ronzarmi in testa: "se un amico cessa di essere tale significa che non lo è mai stato per davvero". Quindi vedo questo come un passaggio obbligato per farmi evolvere e rivolgere ad altro e altri.

Dopo, la mamma... la mia, quella umana... ha deciso di farsi operare.
Così tanto per gradire (no povera, stava malissimo). E di non stare in piedi da sola al momento delle dimissioni dall'ospedale. 
Così sono iniziati altri due mesi insieme a lei qui in casa mia.
Anche questa esperienza si è per fortuna conclusa con un lieto fine e la convalescenza qui al paesello le è stata d'aiuto per riprendersi molto bene! Al suocero ancora giovane è invece venuto un ictus in forma lieve. Perché non ci facciamo mancare nulla. 

Passato il periodo "infuocato" della primavera/estate 2015 e' saltata fuori l'opportunità di un lavoretto saltuario che pur ci voleva... e questa nuova esperienza è coincisa con l'arrivo del grande caldo. Ci piace giocare col fuoco evidentemente!

Ed eccomi qui, quando tutti o quasi si godono le sospirate vacanze, a scrivere sul mio povero trascuratissimo blog di quanto mi sarebbe piaciuto in questi mesi cucinare di più e scrivere tante belle ricette per i pochi ma affezionati followers che credo di avere.

Quando ormai avrete cancellato il link al mio blogghino... eccomi qui... e chissà che dopo tante parole non riesca anche a riaccendere il forno.

Chissà.
Voglio tornare e questo è già un primo passo.

A presto (questa volta spero per davvero!)
Elena.

25 febbraio 2015

Un cake rivisitato ma non solo...

Torta di mele con farina di farro e mandorle

Questo post non contiene una nuova ricetta.
Da pochissimo ho postato la Re-cake di febbraio, questa. E la foto che vedete sopra è il risultato di due modifiche  apportate alla stessa ricetta che non sarebbero state consentite dal regolamento. Queste le variazioni:
- Farina di farro al posto della farina di riso.
- Mandorle al posto delle nocciole (sia in farina che in scaglie)
Ebbene il risultato? Un cake altrettanto morbido, umido al punto giusto e buonissimo proprio come il primo!  Solo che questa volta il risultato estetico è ancora più gradevole!!


21 febbraio 2015

Frollini al cacao (con frolla di Luca Montersino)

Quando si rivedono, dopo tanto tempo, amici carissimi gli si vorrebbe portare qualcosa che sia in grado di dire per noi "grazie di esserci ancora".

Questi biscotti sono nati proprio per "parlare" ad alcuni di loro a cui tengo in modo particolare. 

La frolla al cacao del Maestro Montersino la conoscevo già.  Usata diverse volte per le mie crostate.  I biscotti però mi mancavano. E devo dire ora che era una grave mancanza.
È infatti una di quelle ricette "che vai sul sicuro" come tutte quelle del mio pasticcere preferito!  :)

Le dosi che vi indico sono sufficienti per una ventina abbondante di grossi biscotti come i miei (diametro 7 cm) o per una crostata (diametro 24-26 cm). 

14 febbraio 2015

Cake di mele con farina di riso d'avena e nocciole


Ebbene si! Il gruppo Re-cake continua a stupirci... per fortuna!!! Una formazione in parte nuova, ma stessi principi, con qualche novità!.

Ogni mese le admin:
Carla:  http://tiramiblu.blogspot.it/?m=1
Claudia: http://lapagnottainnamorata.it/
Giulia: https://peppersmatter.wordpress.com/
Ileana: http://www.cucinapergioco.com/
Sara:  http://www.dolcizie.com/
Silvia: http://www.acquaefarina-sississima.com/
propongono un dolce o una torta salata (novità, quest'ultima, dell'edizione 2.0), dopo averne provato e testato per noi la ricetta. Chi lo desidera sperimenta e sceglie se apportare modifiche alla locandina del mese seguendo le indicazioni che di volta in volta saranno fornite.
Non è necessario avere un blog per partecipare. Ci si diverte tanto, si imparano nuovi trucchi e ricette, si conoscono persone speciali accomunate da un'unica grande e dolcissima passione!!
Se si vince si vince un pò di gloria... ma lo spirito di condivisione e crescita è ciò che conta qui!

Ma arrivo finalmente alla Re-cake del mese: la fase 2.0 di febbraio prevede di sperimentare un dolce classicissimo,  la torta di mele, rivisitata in una veste  del tutto nuova, almeno per me!


L'utilizzo delle farine "alternative" (di riso e di avena e di nocciole), associato con la mela e le spezie, in un dosaggio perfetto ed equilibrato di tutti gli ingredienti, la rendono una torta rustica e veramente buonissima!!
Da quando è stata proposta, a inizio mese, qui da me siamo già a quota 2 sfornate e sicuramente non sarà l'ultima!



Questa la locandina che ho preso dal blog di Silvia.
La ricetta originale si trova qui
 http://www.cannellevanille.com/gluten-free/apple-hazelnut-oat-cake/ 
Vi riporto di seguito ingredienti e preparazione con le mie piccolissime modifiche e qualche annotazione utile.

INGREDIENTI:
105 g di Farina di Riso setacciata
50 g di Farina di nocciole 
60 g di Farina d'avena 
2 Cucchiai di crusca di avena, più altri 2 per la Copertura 
1 Cucchiaio di Cremor Tartaro
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1/2 cucchiaino di Cannella Macinata
1/4 cucchiaino Zenzero Macinato
1/2 cucchiaino di sale
3 uova medie
150 g di Zucchero di Canna Integrale
125 ml di Latticello (io fatto in casa)
125 ml di Olio d'oliva (io di semi d'arachide)
1 Cucchiaio di Estratto di vaniglia o i Semi di 1 Bacca (io un cucchiaino di estratto di vaniglia in polvere biologico)
3 mele medie sbucciate, senza torsolo, tagliate a fette sottili (io due grosse mele renette)
50 g di nocciole tritate per la copertura.

Il latticello l'ho ricavato mescolando eguale quantità di latte scremato e yogurt magro, lasciato riposare una ventina di minuti e prelevati i 125 g che servono per la ricetta.


PREPARAZIONE: 
Preparato il latticello (se non riuscite a trovarlo sotto il nome di "latte fermentato" o se comunque avete piacere di farlo in casa) e lasciato a riposo, si mescolano in una ciotola gli ingredienti secchi: farina di riso, farina di nocciole, d'avena, crusca, cremor tartaro, bicarbonato, cannella, zenzero e sale.
In un'altra ciotola si mescolano insieme uova, zucchero di canna, latticello, olio ed estratto di vaniglia.
Si versano gli ingredienti liquidi sopra quelli secchi e si mescola fino ad ottenere un composto omogeneo.

Si prepara una teglia imburrandola e rivestendola di carta forno. Io ho utilizzato una forma da plumcake 25x10 cm.
Si versa l'impasto nella teglia (sarà piuttosto liquido).

Io ho tagliato a dadini una delle due mele, inserendola nell'impasto. Dall'altra mela ho ricavato fettine sottili che ho appoggiato appena in superficie. Non c'è una regola, la disposizione delle mele è la parte più creativa della preparazione di questo cake.
A questo punto si cosparge con i due cucchiai di crusca di avena e le nocciole tritate e si inforna a 180° per circa un'ora (nel mio forno ci sono voluti 55 minuti). Alla prova dello stuzzicadenti questo deve uscire asciutto e pulito (considerando che se infilzate una fettina di mela probabilmente molto asciutto non sarà!  ;) )

Lasciare raffreddare il cake nello stampo prima di sformarlo.


NOTE:
1- Se non avete il cremor tartaro potete utilizzare una bustina di lievito per dolci omettendo anche il bicarbonato.
2- Se temete che le mele sprofondino in cottura, come è capitato a me la prima volta, potete seguire qualche piccolo accorgimento:
- utilizzate uova medio-piccole per evitare che il composto sia troppo liquido.
- tagliate le mele con una mandolina a fettine molto sottili;
- Infornate (senza le fettine di mela) per 15 minuti, estraete, posizionate le mele e continuate la cottura.

Se nonostante questo le mele spariscono dalla superficie non temete: il dolce sarà super-buono lo stesso! Garantito! ;)


Buona Re-cake a chi vorrà provare!
A presto, Elena.



1 febbraio 2015

Gateau di patate, come piace a noi!



Domenica tranquilla.
Noi due, io e il mio compagno.
I cani che sembrano sempre capire quando è festa anche per loro, come faranno poi...
Nessun impegno pressante.
Un pranzetto frugale tutto da decidere.
Fuori la temperatura è sotto lo 0°, anche se in casa i raggi di sole che penetrano attraverso le finestre fanno già illudere che l'inverno sia finito.

Sono le mattine come questa che mi ispirano ad accendere il forno e a farne uscire qualcosa che consolidi e renda tangibile la sensazione di calore e pace del momento.

Con l'approvazione dell'uomo di casa decido per il gateau di patate.

Il gateau è un piatto unico semplice da preparare, completo dal punto di vista alimentare, confortante per il suo calore e morbidezza e anche goloso, con quella crosticina di formaggio e pangrattato che si forma in cottura e contrasta con l'interno scioglievole e filante.

Ma eccovi le dosi del gateau, come piace a noi. :)

INGREDIENTI (per 2 porzioni abbondanti)
600 g di patate circa (peso della purea - vi serviranno almeno 4 patate di media grandezza)
1 uovo
sale, pepe, noce moscata
70 g + 30 g di parmigiano grattugiato
100 g di groviera grattuggiato
una mozzarella
una fetta di prosciutto cotto tagliata spessa (circa 100 g)
pochi cucchiai di latte all'occorrenza
pangrattato 2-3 cucchiai
burro (qualche fiocco e una noce per imburrare lo stampo)

PREPARAZIONE
Fate lessare le patate per circa 30-40 minuti in acqua bollente salata, pelatele e ricavatene una purea con uno schiaccia-patate o un trita verdure.

In una ciotola unite alla purea l'uovo intero, il sale, il pepe e la noce moscata. Iniziate ad amalgamare.
Aggiungete il parmigiano ( i 70 g) e il groviera grattuggiato, la mozzarella che avrete precedentemente strizzato bene, tagliata a dadini e fatta scolare, il prosciutto anch'esso tagliato a dadini. Mescolate bene.
Dovrete ottenere un composto morbido e non troppo compatto - per questo motivo io in genere aggiungo a questo punto qualche cucchiaio di latte (3-4 non di più).


Spennelate una pirofila da forno con un pò di burro e cospargete con poco pangrattato, eliminando quello in eccesso.
Versatevi il composto per gateau e livellate la superficie con una spatola.
Cospargete con i restanti 30 g di parmigiano, il pangrattato e i fiocchi di burro.



Infornate in forno preriscaldato a 180 gradi per 20 minuti e per i restanti 10 alzate la temperatura del forno a 200 gradi. Controllate che si sia formata una bella crosticina dorata e sfornate.
Lasciate intiepidire e servite.


NOTE:
- la groviera può essere sostituito con un altro formaggio a piacere.
- anche il prosciutto può essere sostituito con pancetta, salame, o altri insaccati. Il gusto a mio parere sarà meno delicato, ma ugualmente buono.


Buone giornate serene, 
Elena