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30 settembre 2014

Torta di mele "antichi sapori" (senza lievito né burro)


Nuccia, è rimasta ancora una fetta della "torta antichi sapori"?

L'uomo di casa è un esperto in nomignoli, soprannomi, vezzeggiativi di ogni genere... basta dire che è lui a chiamarmi Nuccia, che "Rufus" & "Emily" (così si chiamano i nostri cuccioloni!) sono sue invenzioni, che nessuno dei nostri amici si salva ed ognuno ha il suo "marchio"!

Da lui, manco a dirlo, anche il nome di questo dolce!

Sembra infatti che la torta che sto per raccontarvi gli abbia evocato, niente poco di meno che, la sua infanzia, le merende dai nonni, il calore della casa e degli affetti più cari.

E pensare che è nata per "necessità": finito (senza preavviso il maledetto!) il lievito per dolci in dispensa, il burro.. beh meglio evitarlo visto che a "lievitare" ultimamente sono io..!!
Cerco nell'etere una torta senza lievito e senza burro e capito qui.
La ricetta è perfetta anche con le pesche, provata e ap-provata a pieni voti da tutti! Memorizzatela per quando riuscirete di nuovo a trovare dei bei frutti di stagione... ;)
Ma...
Siamo in autunno e le mele sono ora alla portata di tutti, quindi...

Rispetto all'originale ho variato qualche minimo passaggio, in pratica quello che l'utilizzo delle mele mi ha ispirato.Vi assicuro che il risultato sarà di una leggerezza e di una morbidezza unici e che i vostri "antichi sapori" faranno capolino...

E poi, come dice una mia cara amica blogger... se "le torte di mele non sono mai abbastanza" ci sarà pure un perchè... ;)

INGREDIENTI
(per una teglia a cerniera diametro 24cm)
4 uova (albumi e tuorli separati)
4 cucchiai acqua bollente
250 g zucchero semolato o di canna (se per voi è troppo riducete pure)
200 g farina
250/400 g mele (io Royal rosse)
il succo di mezzo limone
1/2 cucchiaino circa di cannella (se vi piace)
4 cucchiaini zucchero a velo
zucchero di canna quanto basta
zucchero a velo per spolverare


PREPARAZIONE
  • Preparare per prima cosa la teglia: imburrare leggermente fondo e pareti e far aderire la carta forno, ritagliando il cerchio di base e una striscia per il bordo.
  • Lavare, sbucciare e tagliare le mele (io 2/3 a cubetti e la parte rimanente a fettine). Riporle con dell'acqua, mezzo limone spremuto, mezzo cucchiaino di cannella, mescolando bene in modo che i pezzetti vengano tutti a contatto con il liquido e l'aroma in polvere.
  • Accendere il forno e impostarlo a 160-170 gradi.
  • In una ciotola sbattete i tuorli con i 250 grammi di zucchero semolato, fino a renderli spumosi. (Più a lungo si monteranno le uova più otterrete una torta soffice e alta. Il principio è quello del pan di spagna!)
  • Aggiungere quindi i 4 cucchiai di acqua bollente, mescolando fino ad ottenere una crema densa.
lacucinadinuccia@blogspot

  • Unire la farina setacciata, poco alla volta e mescolando lentamente a mano.


  • Montare gli albumi a neve molto ferma, aggiungendo a metà i cucchiaini di zucchero a velo.
  • Unire la meringa ottenuta, molto delicatamente, al composto di tuorli, cercando di non smontare il tutto.
  • Inserire a questo punto i cubetti di mela e mescolare piano, fino ad avere un impasto omogeneo.
  • Versare l'impasto nella teglia, livellare.
  • Inserire le fettine di mela rimaste decorando a piacere.


  • Cospargere con qualche cucchiaio di zucchero di canna e, se piace, ancora un pizzico di cannella.
  • Cuocere per circa 40-45 minuti, dipende dal  forno, quindi fare sempre la prova stecchino.
  • Decorare a piacere con zucchero a velo prima di servire.


NOTE
  1. Potete anche mettere solo i pezzetti di mela nell'impasto, o solo le fettine sulla superficie. Io volevo ottenere una torta molto carica di mele, quindi ho scelto la soluzione "full"! ;) Comunque mettetene tante!! 
  2. La cannella e lo zucchero di canna sono aggiunte assolutamente facoltative per la buona riuscita della torta, ma secondo me le danno molto carattere!
  3. La torta è molto buona anche fatta con le pesche e mi riservo di provare anche con altra frutta di stagione... se sperimentate, fatemi sapere!
  4. A casa nostra è durata meno di 24 ore, quindi non so dirvi quanto a lungo si possa conservare... ;P Comunque io la conservo a temperatura ambiente, chiusa nel porta torta (o coperta da stagnola) nella credenza... e il giorno dopo, a nostro avviso, è ancora più buona, perchè le mele rilasciano la loro umidità all'impasto... ;) 

25 settembre 2014

Torta "fondente" al limone... e proseguono i ringraziamenti!


Sfogliando questo blog meraviglioso di cui vi ho parlato nel post precedente, un giorno leggo di un'altra blogger, una ragazza italiana che vive in Arabia e che è lei, l'arabafelice più famosa nella blogosfera!!
Scopro una persona speciale, che scrive di cucina, ma non solo (i suoi racconti di vita sono tra le letture più piacevoli, profonde e spesso divertenti che abbia trovato in rete!), e che rappresenta tutto quello che cerco nel mio approccio in cucina: semplicità, chiarezza, ricette super collaudate e consigli essenziali.
Le sue ricette "senza" (senza farina, senza uova, senza burro... e chi più ne ha...) e quelle "furbissime" sono ormai parte della biblioteca culinaria di intenditori e appassionati.
A  lei debbo un'altra bella fetta di... belle figure, in famiglia e nelle cene tra amici e proprio lei voglio ringraziare in questo post, all'inizio del mio percorso di blogger... Non sono molto brava coi ringraziamenti quindi il mio modo sarà pubblicare una delle prime ricette che mi ha permesso di conoscere e ad apprezzare Stefania, alias arabafelice in cucina: il plumcake fondente al limone che io ho rifatto in uno stampo a ciambella e che troverete, nella sua versione, qui!!
L'originale è niente poco di meno che di Martha Stewart... ma per me i consigli e la spiegazione di Stefania sono stati fondamentali...
Ahh dimenticavo "fondente" sta per "si scioglie in bocca", ha una consistenza umida e delicata... Una vera delizia...!!! Che dire di più per convincervi a provarlo? Niente... fidatevi! ;)

TORTA FONDENTE AL LIMONE
(stampo da cake 12 cm x 25 cm o ciambella diametro max 20/22 cm)

INGREDIENTI
4 uova intere
165 g di burro
230 g di farina
170 g di zucchero
125 ml di latte
2 cucchiaini di lievito per dolci
mezzo cucchiaino raso di sale
5 cucchiai di succo di limone
2 cucchiai di buccia di limone grattugiata
per la glassa:
circa 150 g di zucchero a velo (io fino a 190 g)
succo di limone, quanto basta

PREPARAZIONE
Preriscaldate il forno a 165 gradi. Imburrate lo stampo prescelto.

Battete il burro freddo tagliato a pezzetti con il sale e lo zucchero. In questo aiutatevi con il gancio K dell'impastatrice se l'avete, diversamente (come nel mio caso) andrà bene anche lo sbattitore elettrico. Fermatevi quando avrete ottenuto una massa gonfia e cremosa.
Riducendo la velocità (nel mio caso con la frusta a mano) unite un uovo alla volta e poi la farina setacciata con il lievito, alternandola con il latte.
Da ultimo unite il succo e la buccia di limone, girando delicatamente con una spatola, fino ad avere un composto omogeneo.
Versate nello stampo e cuocete per circa 45 minuti, un'ora (dipende dai forni) facendo la prova stecchino.
Fate intiepidire il dolce prima di versarvi sopra la glassa, che semplicemente prepararete unendo allo zucchero a velo un cucchiaio per volta di succo di limone, fino ad avere un composto denso non troppo liquido (ne basteranno due o tre cucchiai).
Aspettare che la glassa rapprenda prima di servirlo. 


NOTE "PARI PARI" DELL'ARABA:

- il succo di limone nella ricetta originale era solo due cucchiai. 
- non saltate la glassa, che oltre ad essere buonissima "impermeabilizza" il dolce e ne assicura una più lunga durata. 
- si conserva perfettamente tre o quattro giorni avvolto nell'alluminio. 
- non stracuocetelo, o perderà la caratteristica morbidezza dell'interno, e non alzate la temperatura del forno ;-)

24 settembre 2014

Biscotti morbidi al cioccolato di Monica


Dopo la riuscita del tiramisù e a causa della mia perenne dipendenza dai dolci, il passo successivo è 

stato cimentarmi nella realizzazione dei biscotti.
L'idea di fare biscotti mi ha sempre attirato, anche se non amo i biscotti da sgranocchiare, quelli che devi per forza "puciare" per essere mangiabili (una delle mie fisime è sempre stata quella di non sopportare le bricioline inzuppate che rimangono sul fondo della tazza... vabbè ognuno ha le sue no?? :D ). Però per me "biscotto fatto in casa" equivale a famiglia, a comfort food per eccellenza!
Cercavo allora nel web dei biscotti che rimanessero morbidi. Magari al cioccolato, perchè no..!?
Dopo essere incappata nel mio primo fallimento "biscottifero" sono arrivata, quasi per caso, in questo blog dal nome molto accattivante... "Un biscotto al giorno" ... appunto... :)
Monica, la persona che lo "alimenta" (è proprio il caso di dirlo!! :D ), con le sue ricette è una ragazza fantastica, bravissima fotografa e blogger, disponibilissima e molto paziente con chi, come me, allora alle primissime armi, si profondeva in domande alquanto banali...
I suoi biscotti morbidi al cioccolato, che trovate qui, mi hanno letteralmente riconciliata col pianeta "biscotti"! :)
Ringrazio Monica per questa ricetta, per tutte le altre che sono seguite, per i consigli, per la 
gentilezza, per tutto insomma!! :*
Ma ecco la ricetta, che riporto quasi pari pari...


BISCOTTI MORBIDI AL CIOCCOLATO

INGREDIENTI
200g cioccolato fondente
100g burro
125g zucchero
3 uova
250g farina
20g cacao
una bustina di lievito

mezza bacca di vaniglia o vanillina
un pizzico di sale
zucchero a velo

PREPARAZIONE
Per prima cosa sciogliete a bagnomaria (o nel microonde) il cioccolato con il burro. 

In una ciotola aggiungete al cioccolato lo zucchero e, una alla volta, le tre uova (ogni volta amalgamando bene prima di aggiungere l'uovo successivo).
Ora inserite nel composto ottenuto la farina setacciata, una bustina di lievito, il cacao, un pizzico di sale e la vaniglia.
L'impasto sarà molto morbido e difficile da lavorare, quindi il passaggio successivo prevede un'oretta in frigorifero per far rassodare il tutto. Preparatevi un piattino e versatevi qualche cucchiaio di zucchero a velo.
Trascorso il tempo necessario a rendere lavorabile la pasta, dovrete prelevare delle palline con le mani e far passare le palline nello zucchero a velo. 




Disponetele sulla teglia ricoperta di carta forno e infornate a 170° per 15-20 minuti. (Nel mio forno 11 minuti esatti e sono perfette! Fate qualche prova con pochi biscotti per regolarvi sul vostro forno!)
Le palline dovranno essere piuttosto piccole e distanziate tra loro nella teglia (perchè in cottura si allargheranno parecchio!)
Tanto per regolarvi, a me ne vengono circa 25-30 per teglia, ed in tutto inforno 3 teglie... Sembrano tanti ma vedrete che spariranno in un attimo!! :)

23 settembre 2014

Insalata russa...

(... O forse dovrei dire calabra? ;P)


Tendo a partire sempre in quarta, mi entusiasmo, do il meglio di me, poi spesso alle prime difficoltà mi areno e mi blocco... 
Questa volta, con il blog intendo, voglio iniziare con voli bassi... sperando di crescere con i vostri consigli e suggerimenti... Quindi i miei primi post saranno ricette semplicissime e molto casalinghe... Prima il tiramisù, ora... l'insalata russa!

Questa non è esattamente la classica ricetta dell'insalata russa... Infatti è la ricetta che mi ha tramandato la mamma, di origini calabresi, che a sua volta l'ha inventata... Io ci ho messo del mio, quantificando sulla bilancia gli ingredienti che lei ha sempre inserito a occhio... ed ecco qui!

Se cercate una maniera più sbrigativa di prepararla (rispetto a quella tradizionale che prevede la cottura di tutte le verdure), se non avete tanto tempo e soprattutto se non siete dei cultori dei pezzettoni di verdure che si sentono ancora interi in bocca... Provate questa versione... A casa mia riscuote sempre molto successo!

INSALATA RUSSA DI NUCCIA (Per 8-10 persone)


INGREDIENTI
Patate circa 700 gr
Tonno all'olio d'oliva 200 gr circa (peso sgocciolato)
Maionese (vedi nota)
Giardiniera (un vasetto di sottaceti grande, circa 400 g)
Piselli (una lattina piccola di piselli cotti al vapore, circa 140 g)
uova sode (facoltativo)
Aceto
Olio evo

PREPARAZIONE

  • Iniziate facendo lessare le patate in abbondante acqua bollente salata per circa 30 minuti, o comunque fino a cottura. 
  • Intanto che le patate cuociono, versate la giardiniera in uno scolapasta, sciacquatela velocemente sotto l'acqua corrente e fatela asciugare dal liquido quanto più possibile. Tritatela in un mixer o nel frullatore fino ad ottenere una poltiglia.
  • Fate sgocciolare il tonno e tritatelo con una forchetta.
  • Fate raffreddare le patate ormai cotte, pelatele e passatele nello schiaccia-patate (se non doveste averlo basterà schiacciare anche queste con la forchetta!).


  • Versate in una ciotola capiente la purea di patate, il tonno, la giardiniera, qualche cucchiaio di maionese e girate bene il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo. 



  • Infine unite i piselli scolati, assaggiate e regolate di sale e aceto e, se lo riterrete necessario, unite un cucchiaio o due di olio evo: il composto finale dovrà risultare morbido ma non troppo asciutto.
 

  • Versate in una ciotola da portata, livellate e terminate con un sottile strato di maionese (che io semplicemente incido con i rebbi di una forchetta a formare un decoro).
  • Decorate inoltre con qualche pezzetto di sottaceti tenuto da parte (o se preferite con fettine di uova sode, preparate precedentemente).

NOTE
  • La quantità di maionese non ve la indico, perchè varia a seconda della consistenza del composto ottenuto che può cambiare leggermente a seconda degli ingredienti utilizzati (tipo di patata, marca della giardiniera..). Regolatevi comunque in modo da metterne il meno possibile, deve solo legare il tutto e non prevalere sui gusti delle verdure. Di solito ne bastano pochi cucchiai.

Il mio primo post... HO BISOGNO DI UN TIRAMISU'!!!


Lo so è strano, si tende a pensare che le passioni "o si hanno o non si hanno"... e lo credevo anch'io.
Ma invece ho scoperto, sulla mia pelle, che non è mai troppo tardi per far nascere una passione.

Probabilmente quella pulsione si ha già nel DNA, anzi certamente, solo che in determinate fasi della vita non se ne è ancora consapevoli.

Le persone che ci circondano, a cui teniamo, coloro che dovrebbero aiutarci a far emergere il meglio di noi spesso purtroppo non lo fanno, le nostre insicurezze e la scarsa autostima permettono di far prevalere il giudizio altrui e ci blocchiamo senza tentare. Non so se a voi è capitato. A me continua a capitare anche se ora un po' più di consapevolezza mi spinge a seguire di più la mia vera indole.
Questo per spiegarvi il motivo per cui mi sono ritrovata a quarant'anni suonati con una passione tutta nuova!

Il mio cuore batte forte per tutto ciò che in cucina (e non solo!) è dolce, semplice, confortevole... Cucino un pò tutto ma quello che mi prende l'anima, che amo alla follia, sono i dolci appunto!!
E quindi non posso non iniziare questa mia avventura nell'etere se non con il dolce da cui è partito tutto: "Amore, perchè non provi a fare il tiramisù...!??" E fu così che...

Il tiramisù non è sicuramente il dolce più originale che troverete nell'etere, tutt'altro. Chi già si diletta in cucina lo ha già fatto e rifatto, e anche chi non è proprio un appassionato avrà provato almeno una volta a realizzarlo. E' semplice, veloce, senza cottura e piace sempre a tutti, mettendo d'accordo grandi e piccini!! L'unico dubbio amletico di solito è: pavesini o savoiardi? I cultori della tradizione inorridiranno ma dopo diversi tentativi ho deciso che i pavesini gli danno quel quid in più! 

Il mio amore ne va matto, si vanta di essere un grande esperto in materia. Così quando gli ho sentito dire la prima volta che per lui quella era la perfezione, beh immaginerete, non l'ho più modificato di una virgola!! :)

TIRAMISU' CLASSICO (con i pavesini però...!)
(per una teglia rettangolare 30x20 circa, per 8 persone)

INGREDIENTI

5 uova freschissime 
500 g mascarpone
120 g zucchero (60+60)
9 confezioni singole di pavesini (circa un centinaio di biscotti)
Caffè della moka (per 6 persone)

PREPARAZIONE
  • Tirate fuori dal frigo le uova e il mascarpone, preparate il caffè e versatelo poi in una ciotolina o in un piatto, lasciandolo poi raffreddare.
  • Nel frattempo dividete i tuorli dagli albumi. Montate i rossi con 60 gr di zucchero fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso. Montate  gli albumi fino ad ottenere una neve ferma, aggiungete gli altri 60 g di zucchero, montate ancora qualche secondo. 
  • Prendete ora il mascarpone, aggiungetelo a cucchiaiate e cercando di non prendere anche il liquido, al composto di tuorli, mescolando sempre con le fruste.
  • Infine posate le fruste e aggiungete gli albumi montati  poco alla volta e mescolando con una spatola dal basso verso l'alto molto delicatamente in modo da non smontarli e lasciando incorporare più aria possibile. Più o meno dovrete ottenere una consistenza del genere:
  • A questo punto prendete la vostra teglia, disponete sul fondo un paio di cucchiai della crema ottenuta, in uno strato sottile. Poi iniziate a intingere uno per volta i pavesini nel caffè ormai raffreddato, velocemente, bagnando prima un lato poi l'altro senza inzupparli completamente. 
  • Componete file di pavesini inzuppati sopra lo strato di crema, fino a riempire la base della teglia


    Fate uno strato con la crema sopra i pavesini. Invertite le file (da orizzontale a verticale o viceversa) di pavesini inzuppati e proseguite come prima. 
    Disponete un altro strato di crema al mascarpone e infine un terzo e ultimo strato di pavesini, disposti come il primo. Finite con la crema rimasta (che dovrà essere in quantità sufficiente a ricoprire per bene i biscotti) e spolverate con abbondante cacao amaro setacciato.
      Riponete in frigo per almeno 4 ore.

    NOTE:
  • se preferite, e non avete bambini a cui servirlo, nel caffè potete aggiungere un cucchiaio o due di liquore (rum o marsala ad esempio). Io non lo faccio, per gusti personali dell'uomo di casa, ma secondo me non guasterebbe.
  • Bisognerebbe spolverare di cacao solo prima di servirlo, perchè inevitabilmente in frigo quest'ultimo ingrediente si inumidirà facendo l'effetto "bagnato".
  • Le uova andrebbero pastorizzate, lo so, ma se siete certi della provenienza potete anche evitare. 
  • Preparatelo con un giorno di anticipo, il giorno dopo sarà ancora più buono!
  • A casa nostra dura molto poco, comunque vista la presenza delle uova crude, consiglio di consumarlo al massimo entro due giorni, sempre conservato in frigo, chiuso ermeticamente o comunque con pellicola o carta stagnola di copertura.